ROMA Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai, è speranzosa: «Da oggi la bellezza del paesaggio italiano è più al sicuro». Ci voleva questo Codice? «Sì. Potrà garantire una maggiore protezione del territorio. Abbiamo fatto un grosso passo avanti e spero davvero che, chiunque vinca le elezioni, non voglia poi stravolgere quanto fatto finora». La nuova normativa ribadisce la competenza esclusiva dello Stato sulle proprie bellezze naturali. «È giusto che il ministero e le sovrintendenze siano i principali referenti, però è ugualmente importante che gli enti locali collaborino perché tutto, in questo mondo, è collegato e c'è bisogno del contributo di ciascuno». Cosa si augura ancora per il Belpaese? «Che chi governa si metta la mano sulla coscienza e sappia capire sempre più l'importanza che hanno il nostro territorio e la nostra arte anche per il turismo e l'occupazione. L'Italia non è soltanto alberghi a 5 stelle e città d'arte, spesso le zone intorno ai luoghi più visitati sono altrettanto belle e dovunque l'eccellente gastronomia e l'artigianato possono attrarre visitatori». Preoccupazioni? «Una su tutte. Che tolgano l'Ici sulla casa, come ho sentito che qualcuno promette in campagna elettorale: senza più quei soldi i Comuni per finanziare le opere pubbliche sarebbero indotti a ricorrere alle redditizie opere di urbanizzazione. Così si distruggerebbe tutto. E in poco tempo avremmo un'Italia di cemento».
CODICE - Grande passo in avanti Ora la bellezza è più al sicuro
La presidente del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi, ha espresso la sua speranza che il nuovo Codice sulla protezione del paesaggio italiano sia un passo avanti nella tutela del territorio. La normativa conferma la competenza esclusiva dello Stato sulle bellezze naturali e ribadisce l'importanza della collaborazione tra il ministero, le sovrintendenze e gli enti locali. Mozzoni Crespi augura che il nuovo governo si metta alla ricerca dell'importanza del territorio e della cultura per il turismo e l'occupazione. Tuttavia, esprime preoccupazione per la possibile eliminazione dell'Ici sulla casa, che potrebbe portare a una distruzione dell'identità urbana e a una perdita di opere pubbliche.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo