Restaurato appena due anni fa, il parco della Magliana è oggi abbandonato a se stesso. Controlli e manutenzione inesistenti Erbacce, spazzatura, rifugi per stranieri. E la gente ha paura Gli abitanti: "Al tramonto qui è pericoloso: troppi drogati. E romeni accampati" Villa Bonelli, alla Magliana, XV Municipio. Bellissima area verde ristrutturata appena due anni fa. E ora già abbandonata al degrado e alla paura. Dappertutto spazzatura abbandonata, cassonetti rovesciati, bivacchi e accampamenti di stranieri, mura scrostate, servizi igienici distrutti. A ridosso della zona riservata ai cani, cè una tenda in cui vivono due immigrati. Con tanto di utensili per cucinare, lettini, vestiti. Intorno, lerba è così alta e incolta che nei mesi estivi si fatica a vedere le panchine. Tanto che i proprietari di animali si sono autotassati per comprare un tosaerba. E ora curano il giardino da soli. Ma non è tutto. Circa a metà del vialetto pedonale che dal parco porta alla fermata del trenino metropolitano, un edificio abbandonato ospita altri immigrati. Si dice che allincirca un mese fa uno degli abitanti del casolare, completamente nudo, abbia spaventato una mamma che camminava con la figlia verso la stazione. E quello stesso passaggio è cosparso di sacchetti della spazzatura appesi alla recinzione. Resti di mangiare per cani e gatti, giornali lasciati ovunque, materiali in decomposizione. Nel parco vero e proprio le cose non vanno meglio. I cassonetti sono stati rovesciati e i sacchi neri dellimmondizia pendono dai pali. Poi le scritte: Villa Bonelli è un unico, grande murales. Non esiste angolo di cemento che non sia stato "decorato" con bombolette spray. E, a pochi passi dellarea di gioco dedicata ai più piccoli, quelli che avrebbero dovuto essere servizi igienici, oggi sono un casolare diroccato. Fuori, solo scritte. Dentro, la distruzione. I sanitari e addirittura i muri sono stati completamente sradicati: sembra un cantiere abbandonato. Abitato solo da polvere, sporcizia e, forse anche questo, da qualche senza tetto: affacciandosi si vedono alcuni indumenti. Uno spettacolo desolante a pochi passi da altalene e scivoli, a testimoniare un vandalismo che non conosce limiti. «Per il periodo immediatamente successivo alla ristrutturazione era tenuto molto bene - racconta Romeo Salis, mentre passeggia con la moglie e il nipotino - ora è una vergogna: è rovinatissimo. Tra ragazzi incivili e accampamenti di romeni». Sulla stessa linea donda anche Angelica Tartaglione che, seduta su una panchina, guarda i suoi figli che giocano. «Non cè molto da dire: la villa sarebbe bellissima, purtroppo però non ci sono controlli. E questo è il risultato: basta guardarsi intorno». A pochi metri di distanza, accanto al parco, cè larea dedicata ai cani. Frequentatissima. «Pur abitando vicino - spiega Luisa Tessari - non vengo spesso. Cè da avere paura: drogati che dormono sulle panchine, immigrati che vivono nel parco, alcuni in una tenda, altri nel casolare. Ormai è una discarica a cielo aperto. È un peccato: il parco sarebbe una meraviglia, ma quando cala il sole non si può venire. È troppo pericoloso».