Un interrogativo personale: mi spiego male questo accanimento da parte della Regione Toscana. Capalbio oggi è un florido centro turistico famoso nel mondo. La sua economia è supportata inoltre da una forte struttura agricola. L'autostrada manderebbe a gambe all'aria sia il turismo che l'agricoltura. Più di cinquanta poderi della riforma agraria verrebbero distrutti dall'asfalto. Altre centinaia verrebbero danneggiati dalla sua presenza. Capalbio oggi è un fiore all'occhiello per l'economia toscana, un vero e proprio centro di eccellenza. Si capisce male perché la Regione, che dovrebbe difenderlo, si accanisca talmente a volerlo distruggere. Misteri del project financing e del cemento. Siamo vicini alle elezioni. Ritengo scandaloso che un progetto di questo genere, che comporta spese colossali e che ha sollevato tanti pareri negativi, venga approvato alla vigilia del voto. Leggo sui giornali oggi che Di Pietro si oppone alla vendita immediata dell'Alitalia perché sarebbe una scorrettezza, appunto, alla vigilia delle elezioni. Lo stesso criterio vale a mio parere per l'autostrada. Si tenga presente che il Ministero dei Beni Culturali ha espresso molte perplessità sul progetto, in particolare per la tratta che va da Grosseto a Civitavecchia; che il Ministero dell'Ambiente si è detto contrario; che il Comune di Capalbio, il cui giovane e coraggioso sindaco Lucia Biagi sente il dovere di difendere gli agricoltori capalbiesi, è anch'esso contrario. La Regione Lazio finora non ha certo condiviso gli schemi autostradali. L'autostrada passerà sul territorio del Lazio da Montalto a Civitavecchia. E allora? Sembra chiaro che Di Pietro - ripeto: alla vigilia delle elezioni - vuol dimostrare di essere l'uomo forte di questo governo, capace di rimettere in riga gli ambientalisti, che a suo parere hanno gran bisogno di una lezione. Sarebbe tragico se questa dovesse dimostrarsi essere anche la politica del Partito democratico. ( Pres. Italia Nostra Toscana)