Oltre mille reperti, da 500 mila euro, per arredare casa e villa a Nazzano Aveva trasformato la sua casa in un museo, anche senza avere il minimo gusto o competenza: preziosi reperti trafugati dalla Villa di Traiano, nella valle dellAniene, usati come soprammobili o attaccati a lastre di plexiglass assieme a vasi etruschi di valore e a comunissimi falsi. Oltre mille i frammenti, di grande valore, recuperati dai carabinieri del comando tutela patrimonio artistico nellabitazione romana di un ingegnere di 35 anni, titolare di unimpresa edile e, soprattutto nella sua "seconda casa" vicino a Nazzano. Valore approssimativo: quasi 500 mila euro che potevano diventare molti di più se qualche museo o qualche collezionista straniero si fosse interessato ai pezzi più belli: stucchi e marmi decorativi che conservavano ancora tracce della doratura originale in oro zecchino. Due le persone denunciate per ricettazione. E durante i monitoraggi delle zone a rischio di furti darte, gli elicotteristi dei carabinieri hanno anche individuato venticinque tombe ancora non esplorate nella zona di Tarquinia. Linchiesta del team investigativo coordinato dal generale Giovanni Nistri è partita da lontano: dalla procura di Napoli che, per prima, ha avviato alcuni accertamenti su un gruppo di tombaroli locali che lavoravano in trasferta nei siti archeologici vicino Roma. Passo dopo passo, gli investigatori sono arrivati ai grossisti e, finalmente, allacquirente. A questo punto, lindagine è passata di mano e si è trasferita alla magistratura capitolina. I carabinieri hanno bussato, allinizio, alla porta dellabitazione dellingegnere dove sono saltate fuori alcune casse piene di reperti archeologici accatastati alla rinfusa. Le vere sorprese, però, sono arrivate dalla villa di Nazzano: i frammenti di marmo o gli stucchi erano incastonati nelle pareti, attaccati alle lastre trasparenti, posati su tavoli e ripiani come soprammobili. «Un malcostume che va assolutamente estirpato - commenta il sottosegretario ai beni culturali Danielle Gattegno Mozzonis - la gente deve smettere di pensare che ci si possa arredare la casa col patrimonio artistico e culturale del nostro paese». Individuare la provenienza dei "pezzi" è stato tuttaltro che semplice. Una prima analisi aveva fatto pensare che i reperti fossero stati rubati dalla domus di Agrippina, venuta alla luce recentemente durante gli scavi del parcheggio del Gianicolo ma una serie di accertamenti tecnici hanno spostato lobiettivo alla villa dellimperatore Marco Ulpio Traiano (98-117 a.c.) che si estende per oltre cinque ettari alle falde del monte Altuino, nella zona degli altipiani di Arcinazzo, a 60 chilometri da Roma. Gli scavi (dopo le prime, limitate, ricerche degli anni 50) sono iniziati nel 1999 e hanno già portato alla luce una larga parte delledificio e la sua splendida decorazione marmorea. Il furto, secondo i carabinieri, risale al 2002 quando gran parte dei reperti non era ancora stata catalogata. Per una volta, almeno, i tombaroli non erano arrivati prima degli archeologi.
LAZIO - Arte rubata, blitz nel "museo privato"
Un ingegnere di 35 anni, titolare di un'impresa edile, è stato trovato a possedere oltre 1.000 reperti archeologici rubati dalla Villa di Traiano, nella valle dell'Aniene. I reperti, valutati intorno ai 500.000 euro, erano stati recuperati dai carabinieri durante un monitoraggio. L'ingegnere aveva trasformato la sua casa e la sua villa a Nazzano in un museo, utilizzando i reperti come sopramobili e attaccandoli a lastre di plexiglass. Due persone sono state denunciate per ricettazione. Gli investigatori hanno individuato anche venticinque tombe non esplorate nella zona di Tarquinia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo