Dopo le proteste della maggioranza, il governo accantona il decreto legge e presenta un emendamento Tremonti ha scelto la linea soft: la proroga del condono a tutto il 2002 (cioè alle denunce presentate quest'anno) non sarà varata con un decreto legge. Dopo il coro di «ma noi che ci stiamo a fare» con il quale mercoledì moltissimi deputati della maggioranza (a cominciare dal presidente della commissione bilancio, fino al relatore della legge) aveva accolto la notizia del varo di un decreto legge, ieri il governo ha trasmesso alla commissione bilancio un emendamento che estende al 2002 il condono tombale e tutti gli altri condoni che erano stati approvati con la finanziaria dello scorso anno. Tra questi, naturalmente, anche lo «scudo fiscale» a favore di chi aveva esportato clandestinamente soldi all'estero. Questo significa che i furbi potranno sanare le irregolarità commesse nel 2002, rettificando le varie denunce dei redditi presentate quest'anno. Tremonti aveva giustificato lo scorso anno il condono (che in passato aveva condannato) come necessario per ristabilire la fiducia dei contribuenti. Soprattutto perché il nuovo governo non gli avrebbe più messo le mani in tasca e avrebbe alleggerito la pressione fiscale. Ora però ci ripensa e seguita a varare condoni a raffica. Con il rischio, come segnalato recentemente da Bankitalia, che «il reterato ricorso a condoni può determinare incertezze circa la cogenza delle leggi». Oltre allo scudo, le sanatorie che vengono prorogate (ci sarà tempo per la denuncia fino al 16 marzo del 2004) riguardano il condono tombale, il concordato mediante l'autoliquidazione per i redditi di impresa e di lavoro autonomo e l'integrazione degli imponibili per gli anni pregressi. Ma quanto frutterà il nuovo condono? Cifre non vengono fatte, ma per Giuseppe Vegas, sottosegretario all'economia, non saranno variati i saldi della manovra già prevista, ma l'emendamento servirà a rafforzare le misure già previste. Affermazione solo apparentemente ermetica. In realtà una chiara ammissione di colpa: le nuove entrate serviranno far quadrare un po' meglio i conti del governo, soprattutto sul versante del rapporto deficitpil e debitopil che tutti gli istituti di previsione (pubblici e privati) giudicavano sottostimati. L'ampliamento delle sanatorie dello scorso anno riguarda anche la regolarizzazione delle scritture contabili e la chiusura delle liti fiscali pendenti e estende agli atti formati fino al 30 settembre 2003 la definizione agevolata delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, su successioni e donazioni e sull'incremento di valore degli immobili. La conferma che il governo avesse in mente il varo di un decreto legge e che poi frettolosamente abbia ripiegato sull'emendamento (tanto la sostanza non cambia, ma al massimo si allungano un po' i tempi, visto che la finanziaria tra l'altro dovrà tornare al senato) è nel testo trasmesso alla commissione bilancio. Da una attenta lettura si scopre che per otto volte nell'emendamento si legge «il presente decreto». Insomma, i Tremonti boys non si sono neppure presi la briga di correggere il testo originale. Oltre alla estensione dei condoni altre modifiche riguardano il concordato preventivo con il quale nei prossimi anni a poco prezzo artigiani e liberi professionisti eviteranno tutte le scocciature fiscali. Anche se il governo ha ridotto le percentuali di incremento per determinare il reddito «equo» sul quale pagare le imposte, c'è già chi protesta - Luciano Petacchi della Confartigianato - chiedendo ulteriori agevolazioni «per introdurre elementi che possano renderlo maggiormente appetibile». Dimenticando che la cosa più normale sarebbe pagare le tasse sui reali guadagni e non su redditi presunti. Intanto la commissione bilancio ha approvato un emendamento del governo che per potenziare il trasporto pubblico locale e per gli aumenti retributivi dei lavoratori: in tutto 33 milioni di euro. Che certamente non faciliteranno la chiusura delle trattative in atto.
Condono, Tremonti sceglie la via soft
Il governo ha presentato un emendamento che estende al 2002 il condono tombale e tutti gli altri condoni approvati con la finanziaria dello scorso anno. Ciò significa che i contribuenti potranno sanare le irregolarità commesse nel 2002, rettificando le varie denunce dei redditi presentate quest'anno. L'emendamento è stato trasmesso alla commissione bilancio e riguarda anche la regolarizzazione delle scritture contabili e la chiusura delle liti fiscali pendenti. Il governo ha anche ridotto le percentuali di incremento per determinare il reddito equo sul quale pagare le imposte. L'emendamento è stato approvato dalla commissione bilancio e riguarda anche il concordato preventivo per gli artigiani e liberi professionisti.
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