La Provincia ha ribadito che sosterrà il Museo di arte contemporanea progettato da Piano per l'area ex Falck di Sesto Diventa una scommessa: «Questo Museo verrà inaugurato prima della fine del nostro mandato, entro il 2011». Il sindaco Letizia Moratti è sicura e soddisfatta: alla Triennale presenta il progetto del nuovo Museo d'arte contemporanea, che sorgerà nell'area di CityLife. Al suo fianco, l'architetto Daniel Libeskind, l'artista che ha progettato la struttura già considerata una delle più innovative del mondo: che si ispira alla perfezione geometrica dell'Uomo vitruviano e si inserisce nello spazio «in una totale fluidità». La festa è però rovinata da una doppia polemica istituzionale: la Provincia ribadisce che sosterrà il Museo di arte contemporanea progettato da Renzo Piano per l'area ex Falck di Sesto San Giovanni. La Regione, invece, si affida all'assessore alla Cultura Massimo Zaneilo per ribadire la volontà di «consolidare rapidamente una effettiva e preventiva collaborazione sulle strategie di sviluppo e sull'impostazione dei progetti». Ma, aggiunge in una lettera indirizzata la scorsa settimana al sindaco, «con Triennale questo metodo fatica a farsi strada». E l'esempio è proprio quello del Museo di arte contemporanea che, «a giudicare dalle modalità di collaborazione, Triennale ascrive esclusivamente alla propria collaborazione con il Comune di Milano». L'assessore comunale alla Cultura, Vittorio Sgarbi, tenta la mediazione: «Questo Museo è del Comune taglia corto il critico d'artee non ci può essere un ruolo egemonico di nessun'altra istituzione, a partire dalla Triennale. Se qualcuno ha esagerato, siamo in tempo per capirci: oggi presentiamo un progetto di altissimo pregio, successivamente discuteremo del modello gestionale e di chi dovrà entrare a far parte di una eventuale Fondazione o di un cda». D'accordo l'assessore all'Urbanistica, Carlo Massero-li: «La variante per CityaaLife (quella che tra l'altro consentirà la realizzazione del Museo, che costerà 40 milioni di euro di oneri di urbanizzazione, ndr) è pronta e andrà in giunta dopo Pasqua. Subito dopo partiranno gli iter per dare il via ai lavori: questa dialettica istituzionale non deve far perdere di vista la rilevanza internazionale dell'intervento». Ma torniamo al progetto. Libeskind ha descritto i 18 mila metri quadrati suddivisi in cinque livelli, di cui uno interrato che ospiterà anche le terme. Dalla base quadrata che ruota su se stessa assumendo forma circolare, il visitatore segue un percorso ideale che conduce, tra caffetteria, bookshop e audi-torium, e poi sale espositive, atelier per artisti, laboratori per ragazzi, fino alla terrazza con un giardino all'aperto che richiama la natura, le quattro stagioni, i quattro elementi, Rampello chiosa: «Libeskind ha dimostrato un'attenzione straordinaria alle istanze e alle esigenze che gli sono state presentate». E Libeskind è entusiasta: «Ho lavorato in molte città, ma Milano è la migliore per l'architettura».