MILANO - (ansa) - Nasce a Milano l'osservatorio sul consumo del suolo che monitorerà quanto territorio scompare sotto costruzioni e cemento. L'iniziativa è di Legambiente, di Inu (l'istituto nazionale di urbanistica) e del dipartimento di Architettura e pianificazione del Politecnico di Milano che hanno presentato il progetto in un convegno organizzato con il contributo del Consiglio regionale della Lombardia. I primi dati elaborati dall'osservatorio nascente sul suolo scomparso fra il 1999 e il 2004 in Lombardia sono allarmanti. Anzi, il presidente regionale di Legambiente, Damiano Di Simine, spiega che «il consumo di suolo è un problema in tutta Italia, ma la Lombardia è l'epicentro di questo sisma». Qui, infatti, si consumano 13 ettari di suolo al giorno, l'equivalente di due campi di calcio. La palma di provincia più "sciupasuolo", secondo i dati a disposizione, spetta a Man-tova: ogni anno sono consumati 616 ettari, cioè 1 6 metri quadrati per abitante, 8 volte più che a Milano dove la media è di 2,4 metri quadrati. La tendenza a costruire riguarda però anche Pavia e Lodi (1 1 metri quadrati), Crcmona (8,6) e Broscia (8), cioè le zone della bassa dove, è importante e tradizionale l'agricoltura. Per fermare quella che Legambiente definisce «un alluvione di capannoni, centri commerciali con annessi parcheggi e strade», l'associazione propone di introdurre la compensazione ecologica preventiva fra le norme urbanistiche della Regione e il riconoscimento che il suolo è un bene comune. «Ora invece in Italia e in Lombardia - sottolinea Di Simine - non ci sono norme di tutela del suolo in quanto tale». Subito Francesco Prina, consigliere regionale del Pd, annuncia che riproporrà di inserire nella legge urbanistica la compensazione ecologica preventiva, e suggerisce di impedire ai sindaci di usare i soldi che arrivano dagli oneri urbanistici per la spesa corrente. «Non si svende il territorio - osserva - per pagare gli stipendi agli im piegati comunali». «Il problema del consumo del suolo - replica Giulio De Capitani (Ln) - è già stato affrontato con il piano del territorio regionale e con la legge urbanistica, l'urbanizzazione dei territori prevede già precise regolamentazioni. Si tratta di applicarle». Per il vicepresidente del Consiglio regionale. Marco Cipriano (Sd), però, «bisogna pensare a un diverso governo del territorio perche non è una risorsa rinnovabile». «Non possiamo cementificare tutto - conclude Giovanni Bordoni (Fi) - rendendo lutto solo funzionale alle megalopoli. Ci vuole più razionalità nell'utilizzo del suolo in modo da non compromettere i bisogni futuri».