MILANO La maglia nera va a Mantova, seguita da Lodi e Pavia a pari merito e, poi, da Brescia. Sono le province «sciupasuolo » nella classifica messa a punto dal dipartimento di Architettura e pianificazione del Politecnico dei Milano e da Legambiente. Ieri, con un convegno che ha avuto il patrocinio della presidenza del Consiglio regionale, questi dati sono stato presentati insieme ai possibili rimedi, a cominciare dalla «compensazione ecologica preventiva ». «Si tratta ha detto il presidente di Legambiente Damiano Di Simine di vincolare ogni trasformazione dei suoli alla realizzazione di interventi di riqualificazione. Sono sempre più i Paesi europei che mettono in campo norme per proteggere le proprie risorse, ma purtroppo da noi non esiste ancora nulla di simile». Eppure, i dati di questo studio mostrano che ogni anno, in Lombardia, vengono consumati circa 5 mila ettari, mangiati da asfalto e cemento. Mantova, dunque, è in testa alla classifica: ogni anno, in provincia, spariscono 616 ettari, quanto un migliaio di campi di calcio. Erano terreni agricoli, diventano «un'alluvione di capannoni spesso vuoti, centri commerciali con parcheggi, strade». Se, negli anni tra il 1994 e il 2004, le province di Milano e Brescia si son rivelate quelle dove in assoluto si era già consumato più suolo (rispettivamente con 893 e 929 ettari anno), la Bassa (Mantova, Lodi e Pavia) è la zona dove attualmente il consumo è più veloce. «Bisogna pensare a un diverso governo del territorio e a uno sviluppo compatibile» ha detto il vicepresidente del consiglio regionale Marco Cipriano (Sd), mentre il consigliere Giovanni Bordoni (FI) ha sottolineato comne «un modello di utilizzo razionale è quello che soddisfa il bisogno attuale senza compromettere il bisogno futuro.» Mangiasuolo Parcheggi e centri commerciali «inghiottono» verde.