Si sospetta che siano stati superati i parametri, ma mancano dati certi. Soprattutto S. Anna appare ormai satura di nuove costruzioni In alcuni quartieri della città è possibile che si sia costruito più di quanto consentito. È possibile che il cemento in eccesso sia colato a San Vito, a San Pietro a Vico e, soprattutto a S. Anna, il quartiere dove, lungo viale Einaudi, è previsto, fra l'altro, il nuovo insediamento da 200-300 appartamenti, con negozi, uffici, multisala cinematografica e albergo. In commissione urbanistica a ipotizzare lo sforamento è il dirigente del settore, l'architetto Maurizio Tani, incalzato dal centrosinistra che, da almeno tre mesi, chiede dati precisi su quanto si è costruito dopo l'approvazione del regolamento urbanistico. E su quanto ancora si può costruire. L'ipotesi che si sia costruito più del consentito (almeno in qualche zona) gela anche il centrodestra. Governare Lucca, in particolare: la lista civica chiede di congelare tutti i progetti (non ancora autorizzati) nei quartieri a rischio di eccesso di cemento, in attesa di chiarire quale sia la situazione reale delle volumetrie residue. In fase di revisione della variante al regolamento urbanistico, il giallo delle volumetrie fa esplodere un terremoto. In commissione urbanistica il centrosinistra annuncia che non si presenterà più alle sedute e che si rifiuta di procedere con l'esame della variante fino a quando il Comune non dirà, con esattezza, se, quanto e dove si può continuare a costruire. Non solo. Chiederà una copia della registrazione della seduta di ieri, per capire che cosa abbia detto con esattezza il dirigente dell'urbanistica sullo sforamento (più o meno ipotetico) delle volumetrie consentite nelle varie zone. Questo, soprattutto alla luce dell'ipotesi che a qualcuno venga in mente di proporre la modifica dei confini delle Utoe - le zone di piano strutturale fra le quali è ripartita la volumetria consentita - in modo da far tornare i conti del mattone. Se a oggi non è ancora esaurita la volumetria complessiva consentita dal piano strutturale e dal primo regolamento urbanistico, ci potrebbe sempre essere la tentazione di allargare le Utoe, in modo da spalmare (e trasferire) i metri cubi dalle zone non ancora edificate a quelle iper-costruite. Ma questa possibilità non piace neppure al centrodestra. Che dal centrosinsira non non si distanzia molto. Anzi. In commissione urbanistica approva un ordine del giorno con il quale «rinvia alla prossima seduta (domani) i lavori per permettere ai gruppi politici - si legge nel documento che porta la firma del presidente, Marco Modena - una ulteriore verifica dei tempi e delle modalità di acquisizione dei dati delle volumetrie realizzate nelle singole utoe, richiesti da tutte le forze politiche. Questo allo scopo scopo di approvare un documento comune condiviso che permetta di portare a conclusione in tempi rapidi la definizione della variante alle norme tecniche di attuazione del regolamento urbanistico». Sulla necessità di verificare la volumetria residua (e quindi quella edificata) maggioranza e opposizione fanno fronte comune, confermano Franco Fabbri per FI, Luciano Panelli per l'Udc e anche Moreno Bruni per Governare Lucca. Tuttavia il centrodestra è contrario a legare la «legittima» richiesta di dati con la sospensione dell'esame della variante al regolamento urbanistico che «se uno scopo ce l'ha - sottolineano Bruni e Fabbri - è proprio di bloccare la cementificazione. Di mettere alcuni limiti a quello che ancora si può costruire. Capisco il gesto di abbandonare una seduta della commissione per protesta contri i dati non ricevuti, ma questo deve restare un atto simbolico. E non deve portare il centrosinistra a non partecipare alla discussione sulla revisione del regolamento urbanistico». Anche secondo Fabbri questo atteggiamento sarebbe controproducente «tanto più che anche il centrodestra concorda sulla necessità di avere questi dati in tempi celeri. Anzi impegneremo sindaco e giunta a fornirli rapidamente, prima dei 60 giorni che si sono stati prospettati. Fra l'altro, in base alla data che ci verrà comunicata definiremo anche i lavori della commissione». In attesa di sapere quanto si può costruire, però - conclude Bruni - «è giusto che gli uffici agiscano con prudenza nel rilascio delle concessioni edilizie. Soprattutto nelle zone dove si teme che la volumetria consentita sia già stata esaurita. Anzi, in quelle zone, a nostro avviso, non dovrebbero essere autorizzati progetti importanti. Almeno fino a quando non sarà chiarita la volumetria disponibile».
LUCCA. Il Comune non sa quanto si è costruito
Il Comune di Lucca si trova in una situazione di incertezza riguardo alla costruzione di nuovi edifici, poiché si sospetta che i parametri non siano stati rispettati. La situazione è più critica in alcuni quartieri, come S. Anna, dove si teme che si sia costruito più del consentito. Il centrosinistra ha chiesto dati precisi su quanto si è costruito dopo l'approvazione del regolamento urbanistico, mentre il centrodestra chiede di congelare tutti i progetti nei quartieri a rischio di eccesso di cemento. La commissione urbanistica ha deciso di rinviare la discussione sulla revisione del regolamento urbanistico fino a quando non si hanno dati certi.
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