L'Ulivo abbandona la commissione Di prendere decisioni «per sentito dire» l'Ulivo-Pd non ha più voglia. A mettere limiti al cemento senza sapere quanto ancora si può costruire a Lucca il centrosinistra non ci pensa nemmeno. E al sindaco chiede due risposte, secche e rapide: perché in tre mesi (dal 27 novembre) a oggi il Comune non è stato in grado di dire quanto si è costruito dopo l'approvazione del regolamento urbanistico? E perché il Comune deve ricorrere a un incarico esterno - due tecnici, pare - per mettere insieme questi dati che dovrebbero, invece, far parte dell'archivio dell'ufficio edilizia-urbanistica? A sollevare il problema sono i consiglieri comunali Antonio Bertini, Serena Mammini, Celestino Marchini e Danilo Piuppani che ieri mattina hanno «a malincuore», abbandonato la seduta della commissione urbanistica perché da mesi aspettano i dati sui permessi rilasciati dal 16 marzo 2004 (data di approvazione del regolamento urbanistico) a oggi. «È possibile che nel 2008, con gli strumenti informatici a disposizione - si chiede l'Ulivo-Pd - il Comune non sia in grado di sapere quanto territorio è stato consumato? Esisterà pure un database? In commissione ci viene detto dal dirigente del settore urbanistica, architetto Maurizio Tani, che il regolamento urbanistico è conforme al piano strutturale. Il piano strutturale stabilisce per ogni Utoe le volumetrie massime ammissibili, definisce le volumetrie esistenti e quelle da realizzare per tipo di funzione. Possibile che tutta Italia parli di quanto si è cementificato a Lucca negli ultimi anni (il secondo posto, dopo Catania fra il 2005 e il 2007) e il Comune (consiglio e giunta) non possano conoscere i dati del loro territorio?». Una risposta a questa domanda, in realtà, il Pd ce l'avrebbe anche. Ritiene, sulla base di calcoli empirici, che le «superfici ammesse dal piano strutturale siano state superate in alcune zone, ma senza dati certi alla mano il lavoro che la commissione sta portando avanti da mesi rischia di essere vanificato. Non è certo che con la prima variante a stralcio (e i primi limiti) si sia risolto il problema di quanto si è costruito finora. Inoltre lo spirito costruttivo con cui il gruppo dell'Ulivo-Pd vuole collaborare alla revisione del regolamento urbanistico non può legittimare l'inerzia dell'amministrazione nel fornire i dati». Secondo il gruppo dopo così tanti mesi continuare «il lavoro di revisione senza la conoscenza di questi dati fondamentali è inutile, fuorviante ed irrispettoso per la città». Eppure - osserva il Pd - il sindaco, nel consiglio comunale del 13 marzo «ha comunicato di aver affidato l'incarico di recuperare i dati richiesti a una società o a tecnici esterni al Comune e che per il lavoro occorrevano almeno 60 giorni. Al di là di legittimi dubbi su questa scelta (perché il Comune non utilizza software adeguati? Quanto costa questo nuovo incarico? A chi è stato attribuito e su quali basi?) è necessario proseguire il lavoro, ripartendo dall' esame dei progetti norma rimasti e contenerne l'impatto edificatorio, a partire da quello di viale Einaudi».
LUCCA. BOOM EDILIZIO Non siamo disposti a votare norme urbanistiche per sentito dire
Il consiglio comunale di Lucca ha abbandonato la seduta della commissione urbanistica a causa della mancanza di dati sui permessi rilasciati dal 16 marzo 2004. I consiglieri chiedono spiegazioni al sindaco su come il Comune non sia in grado di sapere quanto territorio è stato consumato. Il dirigente del settore urbanistica, architetto Maurizio Tani, afferma che il regolamento urbanistico è conforme al piano strutturale, ma non fornisce dati certi. Il Pd ritiene che le superfici ammesse dal piano strutturale siano state superate in alcune zone e che la continuazione del lavoro di revisione senza i dati fondamentali sia inutile e irrispettosa per la città.
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