Il ministro Urbani: ma no, state tranquilli ROMA II ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani, ovunque si trovi, e a chiunque gli chieda un parere, continua a ripetere «no, no e poi no», all'emendamento alla legge delega ambientale che prevede la depenalizzazione degli abusi edilizi nelle aree protette. È contrario. «Il mio augurio dice a giornalisti, colleghi e associazioni ambientaliste, (ieri ne ha incontrate ben 12) - che quell'emendamento venga eliminato da un provvedimento sul quale, per il resto, io sono d'accordo». «Non cambieremo una virgola, il testo è blindato», rispondono i senatori alleati di coalizione in sede di Commissione, che ieri hanno esaminato il provvedimento, La legge delega va approvata entro il 2003, altrimenti deve ricominciare tutto da capo. Quindi, non si tocca, resta com'è. Aver costruito in aree protette, senza i necessari permessi, non sarà più reato. Basterà guadagnarsi il prezioso «accertamento di conformità», una sorta di certificato di «compatibilita paesaggistica» e tutto andrà a posto. La violazione della legge non sarà mai avvenuta, non ci sarà nessuna conseguenza penale. E, non sarà un giudice a stabilire se il reato c'è oppure no. Sarà un soprintendente a decidere se autorizzare l'abuso e quindi cancellare il reato penale. Un'altra brutta pagina della storia ambientale dell'era Berlusconi, dopo il condono edilizio e la legge delega stessa. Un emendamento che peggiora, ulteriormente, il progetto di riordino della materia ambientale, fortemente voluta dal ministro Matteoli. La maggioranza, che al suo interno raccoglie parecchi dissensi su questo punto, fa una promessa all'opposizione: «L'emendamento verrà cancellato dal futuro Codice Urbani sui beni demaniali». Un pasticcio. Difendono il comma 32 della legge Delega, sanno che fa schifo e che avrà risultati devastanti (saranno sanati abusi realizzati in ogni dove e non ci saranno limiti temporali), ma annunciano che lo cancelleranno. «La maggioranza ha già annunciato che il provvedimento o blindato - dice Fausto Giovanelli, ds di Sinistra ecologista - e quindi che solo con un altro provvedimento si potrà cancellare. Noi non ci accontenteremo di un ordine del giorno perché quella introdotta dal nuovo comma 32 della delega ambientale e una misura gravissima: si tratta di una sorta di condono perpetuo. Da domani costruire senza chiedere le prescrizioni paesistiche, o sena rispettarle, non sarà più un reato in senso pieno. Sarà un reato eventuale, cancellabile in ogni momento, e questo a prescindere dall'entità degli abusi e sia per interventi parzialmente autorizzati che per costruzioni del tutto prive dell'autorizzazione paesistica». «Mi auguro che non finisca come al solito», dice Sauro Turroni, senatore dei verdi, vice-presi dente della Commissione ambiente, rispondendo al ministro Urbani. Il ministro ci ha ormai abituato a clamorose dichiarazioni che non sono seguite da azioni coerenti, come è accaduto nel silenzio-assenso sulla vendita dei beni culturali».