Vertice con assessore Giacino, Museo e ambientalisti «Il periodo dei condoni è finito, si procederà ad abbattere le case abusive» Palazzo Barbieri apre al dialogo dopo le polemiche scoppiate per la «cancellazione» del parco della collina dal testo del Pat rivisto e corretto dall'attuale amministrazione, con relativo corollario di ricorsi al Tar del Veneto da parte di associazioni ambientaliste, come Legambiente e Wwf e di forze dell'opposizione. L'assessore all'Urbanistica, Vito Giacino, ieri, in municipio, ha convocato - «come da programma» sottolinea - la prima riunione del gruppo di lavoro, con i dirigenti degli uffici Ambiente e Urbanistica, i responsabili del Museo di storia naturale e con i rappresentanti dell'associazione Lessinia-Europa, particolarmente attiva nella salvaguardia della collina. Principale obiettivo del gruppo di lavoro è dar vita a uno studio che faccia da sostegno al Piano di interventi per la collina che tenga conto delle varie forme di tutela paesaggistica nelle zone di maggiore o minore pregio ambientale. Inoltre, si prefigge di costituire un Osservatorio scientifico che continui a monitorare le evoluzioni delle Torricelle anche dopo l'approvazione del piano paesaggistico, per permettere eventuali aggiornamenti al piano. «Dalle rigidità di un vincolo indiscriminato che rischiava di produrre più danni che benefici», commenta Giacino, «vogliamo passare a forme di tutela adatte ad ogni singola situazione, anche prescrivendo le modalità di coltivazione consentite». L'assessore assicura che il piano di intervento «prevederà paletti precisi». E aggiunge: «Il tempo dei condoni è definitivamente finito e si provvederà all'abbattimento delle strutture abusive». Al termine della riunione, Giacino si è rivolto a «tutte le associazioni ambientaliste che vogliono partecipare con spirito costruttivo e scientifico». E ha sottolineato: «Al di là dei ricorsi fatti sono le benvenute e siamo contenti di aver raccolto la disponibilità di una realtà associativa che collabora con il Comune dal 2004, mettendo a disposizione i propri studi sul territorio». Nell'incontro di ieri si è deciso di avviare contatti con le Facoltà di Scienze dei beni culturali e di Scienze agrarie dell'università scaligera, con le associazioni di categoria degli agricoltori, per coinvolgerle nel gruppo di lavoro e di condividere tutta la documentazione raccolta con i Comuni contermini di Grezzana e Negrar, con Provincia, Regione e Corpo forestale. «Il Pat», continua Giacino, «individua le varie zone di interesse comunitario e di tutela, ora vogliamo individuare i sub-ambiti per permettere un intervento più accurato e razionale. I vincoli», sottolinea, «devono esserci dov'è necessario, quindi si farà uno studio sulla morfologia del territorio per arrivare a stabilire vincoli diversificati da zona a zona, tenendo conto anche dell'esigenza di promuovere il turismo in una zona di territorio veronese sconosciuta a tanti».E.S.