È stata inserita tra le sessanta più significative del Vecchio continente CARBONIA. Nell'elenco delle eccellenze in campo europeo. Non tanto per la sua bellezza oggettiva. Inutile pensare a Piazza San Marco a Venezia, infatti, tanto per fare un solo esempio. Ma gli urbanisti e gli architetti di cinque università europee hanno guardato gli spazi collettivi urbani con un occhio diverso, osservando soprattutto la qualità degli interventi di recupero e restauro effettuati per restituire alla città e ai cittadini uno spazio di incontro e di aggregazione. E' il motivo per il quale la Piazza Roma è stata inserita nel novero delle sessanta piazze d'Europa da additare ad esempio. Le motivazioini della scelta sono state presentate ieri in un convegno, che ha anche segnato l'inaugurazione di una mostra, presentata per la prima volta in Italia, nella quale con pannelli esplicativi sono presentate le piazze europee che urbanisti di cinque atenei hanno prescelto nell'ambito di un progetto europeo. «La piazza - ha spiegato Franco Mancuso, del Dipartimento di Architettura dell'Università di Venezia - è un elemento caratteristico dell'urbanistica solo europea e dei paesi nei quali le nazioni europee hanno esportato, con la colonizzazione usi e costumi. Oggi, nonostante i nuovi spazi di aggregazione, come i centri commerciali, le piazze continano a mantenere il ruolo di luogo della memoria, di spazio della socialità. Da qui è nato il progetto europeo che ha portato a guardare alle piazze delle città europee. E da qui è nato il documento, approvato dalla Unione che indica i criteri che devono essere alla base delle realizzazioni delle piazze e degli spazi di aggregazione pubblica». Che la Piazza Roma possieda tutti i requisiti per essere indicata ad esempio, sotto il profilo urbanistico, non ci sono dubbi. «E' uno spazio nel quale si sono succedute le adunate degli anni trenta, che ha visto le lotte e le adunate dei lavoratori, è la piazza dei sindacati, ed è la piazza delle manifestazioni, anche di intrattenimento, di rilievo - ha commentato il sindaco Tore Cherchi - ed è la piazza che racchiude nel suo spazio l'intero mondo istituzionale., Qui si affacciano il comune, la Chiesa, il teatro». Non poteva non essere anche, il convegno, un ricordo di Giò Pomodoro. La sua Opera, "Frammenti di vuoto", collocata nello spazio un tempo occupato da una fontana in trachite, demolita negli anni sessanta, al momento della prima ristrutturazione della piazza, ha creato quel punto focale dove si concentra per prima l'attenzione, prima di allargarsi alle strutture che vi si affacciano, che apaiono come un fondale metafisico. L'opera di Pomodoro appare come qualcosa assolutamente inserita nel suo ambiente naturale. A parlare della scultura, e del suo artista, sono stati Caterina Zappia professoressa di arte contemporanea all'Università di Perugia, e Bruto Pomodoro, figlio dell'artista scomparso. Per quindici giorni la mostra, suddivisa tra la Torre Civica e la sala esposizioni della biblioteca comunale, potrà consentire momenti di studio e di confronto. Potrà anche apparire strano ed incredibile. Ma piazza Roma è a fianco con piazza di Spagna a Roma, piazza del Plebiscito a Napoli, Plaza Major a Madrid.