Urbani: ecco i capolavori che non si possono vendere Del tutto inalienabili, ceduti ai privati con destinazione d'uso limitata e vendibili perché privi di valore storico-artistico. Sono le tre categorie in cui il ministro Giuliano Urbani ha diviso i beni demaniali nel Codice dei Beni culturali e paesaggistici, presentato alla Commissione cultura del Senato. «Il codice - ha detto - fa chiarezza su come trattare i beni demaniali. Che sia indispensabile la proprietà pubblica è sottolineato nella prima categoria in cui rientrano il Colosseo, la Fontana di Trevi, il Duomo di Milano. Nella seconda ci sono i beni che possono essere ceduti ai privati, a patto che il loro uso sia limitato, come palazzi che possono diventare sedi di musei privati ma non discoteche o fast food. Nella terza categoria i beni che possono essere ceduti ai privati perché non hanno valore artistico: appartamenti, caserme, carceri»
Arriva il nuovo Codice dei Beni culturali
Urbani: ecco i capolavori che non si possono vendere Del tutto inalienabili, ceduti ai privati con destinazione d'uso limitata e vendibili perché privi di valore storico-artistico. Sono le tre categorie in cui il ministro Giuliano Urbani ha diviso i beni demaniali nel Codice dei Beni culturali e paesaggistici, presentato alla Commissione cultura del Senato. Il codice - ha detto - fa chiarezza su come trattare i beni demaniali. Che sia indispensabile la proprietà pubblica è sottolineato nella prima categoria in cui rientrano il Colosseo, la Fontana di Trevi, il Duomo di Milano. Nella seconda ci sono i beni che possono essere ceduti ai privati, a patto che il loro uso sia limitato, come palazzi che possono diventare sedi di musei privati ma non discoteche o fast food.
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