«Siamo noi i veri difensori della città». Così il sindaco Giuseppe Seppelliti, circondato da tanti consiglieri comunali, dalle associazioni e dai cittadini che hanno risposto all'invito inoltrato anche via sms dal Comune "per sensibilizzare le istituzioni competenti contro il trasferimento delle sculture". Una nuova iniziativa ieri a Palazzo Piacentini per ribadire la ferma opposizione alla decisione del Ministro Francesco Rutelli di trasferire temporaneamente i reperti a Palazzo Te di Mantova. Ripete quanto più volte detto in questi giorni Scopelliti: «non siamo contro la mobilità delle opere, siamo contro una spoliazione che non è accompagnata da alcuna reciproca donazione». Si scaglia contro la logica della sudditanza di chi «preferisce vivere la vita da coloni. No viviamo da liberi e rivendichiamo il diritto della città alla valorizzazione, una città che non si piega, lo sta dimostrando e che senza strumentalismi si difende». Infine invita Rutelli a venire direttamente a prelevare le opere dal museo se intende perseguire la strada dell'arroganza del potere". Accanto a lui l'assessore comunale ai beni culturali, Antonella Freno, ribadisce che il sit-in proseguirà e che l'azione di strenua difesa riceve sempre più consensi da ogni parte. A dar man forte all'azione dell'amministrazione anche la voce di Lucio Dattola, presidente della Camera di Commercio, che parla di "lotta per un comune ideale" ed Attilio Funaro, direttore della Confcommercio, che ribadisce che l'azione non ha "colore politico" ma nasce dalla volontà di essere reggini e non subire passivamente, pur comprendendo che la cultura debba essere itinerante non ci può essere solo un dare. Il dibattito istituzionale si conclude con le parole del senatore Valentino, che avrebbe voluto un atteggiamento diverso da parte del Ministro dei beni culturali, che "dovrebbe agire avendo a cuore il bene del Paese e che invece ha proceduto senza alcuna concertazione e dialogo e lo invita a sostituire la cultura dell'arroganza con un dialogo aperto con le istituzioni cittadine per dar conto di questa scelta ingiusta". Intanto arriva la replica di Paolo Arillotta alle parole dell'assessore Demetrio Naccari: pur stimandone la dignità e l'autorevolezza con cui svolge il proprio ruolo all'interno delle istituzioni, ritiene fuori luogo che lo stesso abbia dato del "perecottaro" e del "provinciale" al sindaco Scopelliti per la posizione assunta dall'amministrazione comunale in merito all'esposizione di Mantova. Continua Arillotta: «l'amministrazione comunale ha espresso per tempo la propria posizione, traendo spunto dalla vicenda particolare per riproporre quanto era stato già oggetto di intesa con il precedente Ministro per i Beni Culturali, Rocco Buttiglione, quando ancora si parlava di trasferimento o della clonazione dei Bronzi (che anche grazie a quell'intesa furono scongiurati), e quando il Kouros, appena restaurato, era esposto a Catanzaro. Allora il ragionamento è stato semplice, e ricalca temi da più parti sollevati anche in questi giorni: Reggio sta cercando di lanciare una sua dimensione di Città capace di attrarre turisti, e per ciò l'amministrazione sta impiegando ingenti risorse finanziarie. Nelle more del consolidamento di tale dimensione, occorre partire da ciò che si ha, ed in tal senso il Museo ed i suoi tesori sono strumenti sicuramente efficaci». Dopo aver ribadito il ruolo di interlocutore e protagonista che spetta all'ente locale conclude: «non voglio pensare che becero "competitivismo" abbia impedito che uguale dialogo realizzasse con il Ministro Rutelli, il quale tutte le volte che ha previsto qualcosa per Reggio, lo ha fatto d'imperio, quasi che se non altro il principio costituzionale di sussidiarietà fosse sconosciuto a chi ha rappresentato in Italia una parte del cattolicesimo democratico. Né la logica del "V Centro Siderurgico", cui mi riporta la notizia dello "scranno onorario greco con iscrizione inedita", mi soddisfa».