Il Comune: Museo d'arte contemporanea entro il 2011. Sgarbi: bello, sembra un panettone. Rispetto agli zigzaganti ampliamenti del Museo ebraico di Berlino e del Museo di Toronto, che sono la sua griffe, il Museo d'arte contemporanea di Milano di Daniel Libeskind per CityLife che sarà presentato domani si annuncia come un'architettura più compatta e meno di percorso: «È un quadrato che ruota per formare un rombo racconta Vittorio Sgarbi : una specie di panettone ». E avrà uno spazio caratterizzato da un elemento fortemente ambrosiano: una cortile (circolare) interno. Ma il «panettone» di Libeskind non è come quello di Natale che porta la pace in famiglia! Ogni architettura, diceva Leon Battista Alberti, ha una madre (sempre certa), che è il progettista (Libeskind), e ha un padre che è il committente e che, come da tradizione, è più incerto, da prova del Dna specie se tra i padri ci può essere Sgarbi, che non rifiuta le paternità artistiche. Lunedì l'assessore non sarà tra coloro che ufficialmente presenteranno il progetto «panettone» (questione di «etichetta» fanno sapere dal Comune, visto che parla il sindaco). Ma Sgarbi non dice proprio questo: «Non capisco cosa c'entri la Triennale e perché Rampello gestisca l'iniziativa. Quel museo viene costruito con oneri di urbanizzazione del Comune, che è l'unico referente. Io non ho visto carte che ne affidano l'incarico ad altri. L'invito di domani è un po' improprio: perché c'è un marchio della Triennale in prima pagina? Al massimo Rampello (presidente della Triennale, ndr) è un consulente, non il committente». «Strano», risponde Rampello, «con Sgarbi, il sindaco e l'assessore Masseroli eravamo tutti d'accordo per questa iniziativa. A monte c'era un accordo tra CityLife e Triennale per realizzare sulla ex fiera il Museo del design. Poiché questo è andato in Triennale, la Triennale stessa ha continuato ad occuparsi, all'interno dell'accordo di programma, del museo che sorgerà qui. Ne seguiamo la gestione strategica, stiamo affiancando il progettista per il concept». Di fatto la presentazione del Museo del contemporaneo da costruirsi per i 2011 sull'area CityLife dopo le proposte ai gasometri della Bovisa, all'Ansaldo, a Sesto San Giovanni (dove potrebbe sorgerne un altro a firma di Renzo Piano) e al Padiglione 3 della Fiera fa eruttare un po' di lava a lungo riscaldatasi nel sottosuolo metropolitano. Sgarbi e Rampello sono entrambi grandi comunicatori, legati al mondo dell'arte contemporanea, hanno lavorato in tv (Mediaset), si occupano di musei, di fondi per i beni culturali, ed entrambi si sentono «padri» del nuovo museo. Da un lato c'è il progetto di Rampello di una Triennale modello Biennale di Venezia, ovvero fondazione per l'arte contemporanea su più poli. Dall'altro c'è Sgarbi che i musei (Palazzo Reale, Arengario, Ansaldo, Contemporaneo...) li vuole gestire come rappresentante della collettività. Una polemica, questa, che ha già pronte due nuove tappe. La prima è su cosa mettere dentro al nuovo museo. Sgarbi annuncia qualche linea: «Penso a Boetti, alla Transavanguardia, ma poche opere, perché non è che possiamo prendiamo Jeff Koons a 20 milioni di dollari. Penso a qualche collezione privata a rotazione. Ma penso a questo museo più come contenitore che come contenuto, un po' Bilbao e un po' Beaubourg. Ci vuole un ristorante che funzioni sino a mezzanotte». Rampello (d'accordo con il sindaco che molto lo apprezza) intende «pianificare la gestione nei prossimi mesi». Poi si profila un ulteriore terreno di confronto tra i due. È sull'idea, avanzata da Rampello, di realizzare un centro per la fotografia e l'immagine con i fondi statali per i 150 anni dell'Unità d'Italia. «Intanto vedremo cosa farà il nuovo governo. Secondo me quei soldi andrebbero impiegati per Brera», già afferma di contro Sgarbi. «Inoltre, se i fondi non sono della Triennale, è evidente che Rampello non può essere il committente». Ma non è escluso che sia proprio un nuovo governo a non far deflagrare il rapporto tra i due, dirottandone uno a Roma come sottosegretario ai Beni culturali.
MILANO - Ex Fiera, nasce il Beaubourg alla milanese
Il Comune di Milano ha annunciato che il Museo d'arte contemporanea sarà costruito entro il 2011. Il progetto è stato presentato da Daniel Libeskind, che ha creato un design compatto e meno di percorso rispetto agli ampliamenti del Museo ebraico di Berlino e del Museo di Toronto. Vittorio Sgarbi, assessore al Comune, ha espresso la sua opinione sul progetto, descrivendolo come un "panettone" e sostenendo che il Museo dovrebbe essere gestito come rappresentante della collettività. Rampello, presidente della Triennale, ha risposto che il progetto è stato concordato con il Comune e che la Triennale si occuperà della gestione strategica.
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