Il «padre» della riforma contestata da tutti sarà a Venezia il 14 dicembre per la riapertura del teatro distrutto nel 1996. VENEZIA. Urbani alla Fenice a rischio contestazione. L'arrivo a Venezia il prossimo 14 dicembre del ministro dei Beni Culturali, in occasione della riapertura del teatro, rischia di coincidere con un aperto momento di dissenso nei confronti della contestata riforma della Biennale che sta portando avanti a tappe forzate in Parlamento. «Dobbiamo fare di questa occasione anticipa il deputato diessino Andrea Martella un momento di attenzione sulla Biennale». All'interno della stessa rappresentanze sindacali della Fenice si discute di questa possibilità, dopo la polemica lettera già inviata a Urbani dal responsabile della Cisal Giorgio Trentin. Si prepara la contestazione per il suo decreto sulla Biennale in occasione della serata di riapertura del teatro Fenice con i fischi per Urbani Durante l'inaugurazione il ministro di nuovo nel mirino VENEZIA. Urbani alla Fenice a rischio contestazione. La venuta a Venezia il prossimo 14 dicembre del ministro dei Beni Culturali, in occasione della riapertura del teatro veneziano, rischia di coincidere con un aperto momento dissenso nei confronti della contestata riforma della Biennale che sta portando avanti a tappe forzate in Parlamento. «Dobbiamo fare di questa occasione anticipa il deputato diessino Andrea Martella un momento di attenzione sulla Biennale, approfittando dell'importanza e del rilievo dell'evento». All'interno della stesse rappresentanze sindacali della Fenice si discute di questa possibilità, dopo la polemica lettera già inviata a Urbani dal responsabile della Cisal Giorgio Trentin. Si vuole dare un segnale, in un'occasione in cui Venezia sarà sotto i riflettori non solo italiani, per far capire a Urbani e all'opinione pubblica nazionale e internazionale quanto la città consideri il decreto di riforma della Biennale con l'istituzione della Consulta di enti di controllo della Biennale, la triplicazione dei direttori, il potere di indirizzo che il ministro si riserva un attentato alla sua autonomia e al suo radicamento nella città. Una interpretazio-ne che il ministro ha sempre respinto, nonostante le polemiche crescenti, ma di cui dovrebbe comunque prendere atto, di fronte a una contestazione sia pure civile in occasione della sua calata in laguna, insieme a una folta rappresentanza del Governo. Modi e caratteristiche di questa mobilitazione sollecitata anche nel recente incontro organizzato dai Democratici di Sinistra saranno comunque stabilite nei prossimi giorni, tenendo anche conto che campo San Fantin sarà presidiato dalle forze dell'ordine e non sarà facile accedervi. Si intensificano, intanto le prese di posizione contro il decreto Urbani. Dopo l'ordine del giorno unanime votato in Consiglio comunale di cui riferiamo a parte oggi il Consiglio della Facoltà di Design e Arti dell'Iuav dovrebbe votare un documento di dura critica alla riforma della Biennale voluta dal ministro, che dovrebbe poi essere fatto proprio anche dal Senato Accademico dell'istituzione. Intanto cresce la temperatura in vista del Consiglio di amministrazione della Biennale di venerdì, che dovrà esaminare il progetto di rilancio della Mostra del Cinema chiesto dal ministro. L'orientamento di buona parte del Consiglio è quella di nominare direttamente Moritz de Hadeln alla guida della Mostra del Cinema, anche per dare un chiaro segnale di autonomia nei confronti di Urbani, che invece anche nelle più recenti dichiarazioni ha fatto capire di avere probabilmente altre aspettative. H presidente della Biennale Franco Bernabè che resterebbe volentieri per altri due anni alla guida dell'ente, se il ministro, come ha già detto, lo rinominasse anche nel nuovo consiglioresta invece favorevole a una strada più prudente. Approvare il progetto di rilancio della Mostra, predisposto dallo stesso de Hadeln, e lasciare poi al ministro la piena responsabilità sul fatto di farlo proprio o di respingerlo, curatore compreso. Se però Bernabè dovesse trovarsi di fronte una maggioranza compatta, decisa a nominare subito de Hadeln, dovrebbe uniformarsi. Molto importante sarà perciò, a questo punto, la posizione che assumerà il sindaco e vicepresidente della Biennale Paolo Costa. Ma il documento votato dall'assemblea di Ca' Farsetti che impegna il sindaco, ricorda che la nomina dei direttori spetta solo al Consiglio di amministrazione della Biennale, che non può essere orientato da altri atti di indirizzo. Un'indicazione chiara.