Marc Augè, citato da Dino Borri in un recente intervento sulle pagine di Repubblica, sostiene che la società odierna necessita, per crescere e modificarsi, «di una serie di azioni rivoluzionarie realizzabili». Se è vero dunque che la sensibilità della nostra società è oggi in cerca di una pienezza ontologica «delocalizzata», figlia evidentemente della società globalizzata, aprire un dibattito sullo stato di salute del patrimonio culturale di una regione come la Puglia può costituire un momento importantissimo per riflettere sullidea di quale società desiderare e quali «azioni rivoluzionarie» attuare per il suo raggiungimento. Denunciare la grande minaccia cui è sottoposto il patrimonio monumentale e paesaggistico della nostra regione, minaccia data talvolta dallassenza delle istituzioni, dal disinteresse civile, dallindifferenza dei privati, significa oggi sottoporre la nostra società a unaccusa ben precisa: tutti siamo responsabili dello sfacelo della memoria. Lassenza di memoria provoca il disinteresse al coinvolgimento di quanti hanno scelto di intraprendere la strada della analisi dei fenomeni, passati e presenti, e lo studio del passato anche come veicolo di miglioramento per il futuro. La Regione Puglia ha avviato un grande progetto, chiamando a raccolta alcune delle maggiori professionalità della nostra terra e affidando loro il compito di redigere una Carta dei beni culturali della regione, strumento di lavoro, come ha sottolineato Giuliano Volpe in più di unoccasione, anche su questo stesso giornale, che servirà a evitare di commettere, in tema di tutela dei beni culturali e di pianificazione territoriale, gli errori del passato. Limpegno della comunità scientifica è dunque oggi quello di porsi come primo interlocutore, come mediatore, fornendo uno strumento, ma al contempo offrendo le proprie competenze migliori per migliorare le possibilità di vivibilità di un territorio ricchissimo di storia e arte ma che, ancora oggi, si ritrova a discutere sul perché quelle risorse vengano lasciate in disparte solo perché, talvolta, esterne ai circuiti del grande traffico turistico. Proprio la Carta dei beni culturali sarà loggetto dei lavori di un convegno che il Centro di studi normanno-svevi e il Comune di Barletta, di concerto con la Regione Puglia, hanno organizzato nella città ofantina per il 2 e il 3 aprile prossimi. Si discuterà, in una due giorni aperta a istituzioni e privati, sia sullo stato dei lavori che sulle «azioni rivoluzionarie realizzabili» per lattivazione di una seria progettazione volta al miglioramento dello stato di salute della nostra terra. Loccasione barlettana sarà inoltre il momento, come già avvenuto lanno passato, per denunciare le condizioni di alcuni 'monumenti del territorio (ad esempio labbazia di Càlena o il fiume Ofanto) ma anche per mostrare quanto di positivo si possa fare per recuperare seriamente alcune realtà a noi care (Balsignano, gli scavi di Ascoli Satriano, Torcito, il complesso di SantAndrea a Barletta). Il tema sarà, per il secondo anno, «Puglia In-Difesa», a significare labbandono di molte emergenze monumentali e ambientali. Ma Puglia In-Difesa significa soprattutto richiamare tutti noi, comunità scientifica, società civile, enti istituzionali, imprenditori, associazioni, a porci a difesa delle nostre tradizioni, del nostro passato e del miglioramento delle condizioni ambientali e culturali del territorio. Perché è dallimmenso patrimonio culturale che la Puglia conserva che può arrivare parte del rilancio economico e civile della regione. Università di Siena - Centro di studi normanno-svevi di Bari
PUGLIA - i tesori della storia da salvaguardare
La Regione Puglia ha avviato un progetto per redigere una Carta dei beni culturali della regione. Il progetto è stato lanciato per evitare gli errori del passato nella tutela dei beni culturali e nella pianificazione territoriale. La Carta dei beni culturali sarà oggetto di un convegno organizzato dal Centro di studi normanno-svevi e dal Comune di Barletta, in collaborazione con la Regione Puglia. Il convegno sarà aperto a istituzioni e privati e sarà incentrato sullo stato dei lavori e sulle azioni rivoluzionarie per attivare una seria progettazione volta al miglioramento dello stato di salute della regione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo