Prosegue il viaggio del Denaro fra i Centri regionali di competenza, strutture nate da un progetto della Regione Campania con l'obiettivo di creare un ponte attivo tra impresa e ricerca scientifica. Ogni due settimane, puntiamo i riflettori su uno specifico Centro, attraverso quattro puntate (due ogni sabato) ad esso dedicate. Questa settimana, Filippo Terrasi, ordinario di Fisica applicata ai beni culturali ed ambientali presso la Seconda Università di Napoli, illustra i le potenzialità e le caratteristiche del Centro di ricerche isotopiche per i Beni ambientali e culturali (Circe), uno dei principali poli tecnologici su cui poggia 'Innova', il Centro regionale di competenza per lo sviluppo ed il trasferimento dell'innovazione applicata ai Beni culturali e ambientali. "Grazie alle tecnologie che mettiamo a disposizione delle imprese di settore spiega Terrasi - siamo grado di offrire una serie di servizi analitici e diagnostici all'avanguardia". E annuncia: "Stiamo lavorando alla creazione di una rete nazionale che metta insieme strumentazioni e competenze integrate: un'interfaccia attraverso la quale anche i soggetti privati possano operare grazie alle nostre competenze e al supporto tecnologico". Una rete integrata di conoscenze e tecnologie per le piccole e medie imprese che operano nel settore dei beni culturali e ambientali. Questo il progetto lanciato da Circe, il Centro di ricerche isotopiche per i Beni ambientali e culturali, uno dei principali poli tecnologici che fanno parte del Centro di competenza regionale "Innova". Obiettivo principale del progetto promosso dal centro, è rendere gli operatori privati in grado di interfacciarsi con gli strumenti e i centri di ricerca che fanno parte di Circe, nell'ottica di trasferimento tecnologico e di conoscenze propria delle attività dei centri di competenza regionali. "Tra gli strumenti che l'ente mette a disposizione spiega Filippo Terrasi, ordinario di Fisica applicata ai beni culturali ed ambientali presso la Seconda Università di Napoli e ricercatore presso il centro Circe - esiste il laboratorio di Spettrometria di massa ultrasensibile, basato su un acceleratore elettrostatico tandem, la cui applicazione più nota consiste nella datazione di reperti archeologici con la tecnica del carbonio quattordici. Il nostro obiettivo spiega Terrasi è promuovere le attività di trasferimento tecnologico a favore di imprese produttrici di apparecchiature o servizi nel campo della diagnostica di beni culturali, in particolare per quel che riguarda datazioni e misurazioni di percentuali di isotopi stabili: informazioni utili alle imprese impegnate soprattutto nel campo del restauro di opere d'arte". Un servizio altamente qualificato, quindi, quello offerto da Circe che non si ferma al settore privato, come spiega Terrasi: "Oltre alle imprese private, la gran parte del mercato al quale facciamo riferimento è quello del settore pubblico, nel quale offriamo a ricercatori e addetti ai lavori nel campo dei beni culturali, servizi di analisi e diagnostica e mettendo a disposizione i nostri laboratori alle Sopraintendenze e alle Università". Una serie di attività, quelle offerte da Circe, che abbracciano settori diversi: "Uno dei servizi più innovativi che il centro offre, è l'impianto di ioni radioattivi nei materiali per verificarne il grado di usura: un tipo di analisi che interessa principalmente i settori aeronautico e biomedico, ma anche altri ambiti operativi. Una procedura che opera sul piano micrometrico, grazie all'utilizzo dell'acceleratore elettrostatico". Altro settore di intervento, invece, quello che riguarda il nucleare: "Stiamo per siglare una collaborazione con la società di gestione di Impianti elettronucleari (Sogin), impresa di calibro nazionale che spiega Terrasi - dal 1999 si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari di proprietà di Enel spa. Grazie alla nostra tecnologia diagnostica all'avanguardia, saremo in grado di rilevare con margini di errore minimi, la presenza sul territorio di isotopi di uranio e plutonio, elementi radioattivi utilizzati come combustibile nei reattori nucleari e per scopi bellici. Un progetto che punta a soddisfare le richieste di enti europei come l'agenzia internazionale per l'Energia atomica (Iaea), ovvero l'analisi di campioni di materia, per ricostruirne la storia e determinando se è già stato irraggiato attraverso reattori nucleari o se sono il risultato di fallout (pioggia radioattiva), conseguenza degli esperimenti nucleari effettuati nell'atmosfera terrestre nel corso degli anni cinquanta e sessanta, prima della stesura del Trattato di Non proliferazione nucleare. Contiamo di ottenere i primi risultati per la fine del 2008".