LA BIENNALE DI VENEZIA. Giuliano Urbani ha incontrato ieri i sei parlamentari veneti del Polo: per rassicurarli. «L'autonomia non è in discussione» Il ministro: «L'ente dovrà crescere con collaborazioni esterne» ROMA. «L'autonomia della Biennale non è in discussione come il fatto che il Leone d'Oro si assegna al Lido». Così il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani ha cercato di rassicurare i sei parlamentari veneti del Polo nel corso di un incontro svol-tosi ieri in Senato proprio per discutere il nuovo statuto dell'Ente, n ministro ha fatto chiarezza anche sulla previsione di una Consulta che è stata vista come un limite all'autonomia dell'Ente. All'incontro, che segue un periodo di acceso dibattito e forti preoccupazioni sul futuro della Biennale, erano presenti Giampietro Fa varo, capogruppo di Fi alla commissione cultura, Piergiorgio Stiffoni (Lega), Luciano Falcer (Fi), Elisabetta Alberti Casellati (Fi), Ugo Bergamo (Udc), Paolo Danieli (An). «Nel termine Consulta è prevista una facoltà ha spiegato ancora Urbani Sono fermamente orientato a trovare una soluzione perché la consulta sia artistico-scientifica e possa essere determinata dal consiglio di amministrazione della Biennale. La Il senatore Bergamo: «Ci ha assicurato che la Mostra resterà al Lido Guardiamo al futuro» consulta riguarderà sia le persone che le istituzioni cioè da chi è composta e cosa deve fare la Biennale lo deciderà il consiglio di amministrazione dell'ente». n ministro ha anche sottolineato che la Biennale «deve crescere anche attraverso forme di collaborazione esterne scelte però dall'ente». Anche rispetto alla preoccupazione della prevalenza del pubblico sollevata dalla delegazione dopo le sollecitazioni del presidente della Regione Veneto Galan e del Consiglio comunale di Venezia, il ministro ha precisato che c'è già una prevalenza di pubblico: attualmente quattro membri rappresentano le istituzioni ed uno il privato. Nel complesso i membri sono sette e anche nel caso della costituzione di società rimarrà la prevalenza della gestione pubblica «se per esempio viene costituita una società o per il cinema o per l'architettura o per i musei è previsto il 51 da parte della Biennale». Soddisfatto il senatore Bergamo. «E' stato un incontro molto sereno e costruttivo, che ha fugato i dubbi sulle intenzioni del Governo di portare via la Biennale da Venezia. Urbani ha ribadito che la Mostra del Cinema è nata e resta al Lido in tutti i sensi. Credo che la Biennale possa guardare al suo futuro in assoluta tranquillità». Ma prima di tutto, come aveva chiesto il parlamentare diessino Andrea Martella, sarà la Commissione Cultura della Camera a esaminare e discutere la riforma della Biennale con audizioni che coinvolgeranno il presidente della Biennale Franco Berna bè, il presidente deQa Regione Giancarlo Galari, quello della Provincia Luigino Busatto, il sindaco di Venezia Paolo Costa. La richiesta di Martella, passata di'unanimità, vedrà l'audizione di Bernabè martedì 9 dicembre alle 15.30, il giorno seguente, in tempi diversi, quella di Costa e Busatto. mentre l'audizione di Galan avrà luogo o il 9 o il 10. Entro il 16 dicembre arriverà il parere della Commissione Cultura. E, a proposito delle audizioni della prossima settimana, dice Martella: «Mi auguro che il sindaco, il presidente della Provincia e della Regione esprimano una posizione di netta e forte contrarietà alla riforma della Biennale così com'ò stata prospettata, sostenendo tutte le perplessità della comunità veneta». Non solo. Martella ribadisce che «con le rassicurazioni e gli impegni generici si fa ben poco. E' necessario invece continuare a far fronte comune e ritirare il decreto o modificarlo radicalmente». E in proposito è intervenuta anche il deputato dei Verdi Luana Zanella: «II ministro Urbani, più volte sollecitato, non ha rassicurato quanti hanno espresso preoccupazione per le sorti della Biennale, un'istituzione che non può essere usurpata da nessuno. Sarebbe stato più opportuno che ieri avesse incontrato non solo i parlamentari del Polo ma avesse fatto un incontro aperto a tutti».