Busto Arsizio - Vi sono già state eliminate una quindicina di piante; il Cigno Verde invita i cittadini a manifestare il proprio dissenso alla politica dei tagli in massa Sugli abbattimenti di alberi Legambiente, dopo la protesta di giovedì e la parziale e temporanea retromarcia del Comune, non molla l'osso e lancia un nuovo allarme, questa volta in difesa delle piante di via Valle Olona (foto sotto). "La campagna di desertificazione della città prosegue imperterrita, nonostante le rassicurazioni della dirigente dei lavori pubblici" scrivono gli ambientalisti. "Il taglio indiscriminato e totale si è spostato in via Valle Olona, dove le prime 15 robinie sono state distrutte, senza curarsi se la cura scelta dal Comune fosse peggio del rimedio". Si è visto già giovedì che non mancano tra i cittadini i pareri favorevoli all'abbattimento delle piante - c'è chi ritiene che la rinuncia all'ombra e all'ossigeno sia preferibile al rischio di vedersi cadere in testa un ramo o di inciampare in un marciapiede sfondato dalle radici, in una curiosa inversione della "sindrome Nimby http:it.wikipedia.orgwikiNimby " a favore della famosa "politica del fare" - tagliare, in questo caso. Ed è facile osservare che a fare rumore è l'albero che viene tagliato, non quello che viene piantumato. Ma Legambiente, per quanto isolata possa suonare la sua voce (e non lo è, http:www3.varesenews.itbustoarticolo.php?id93940 si è mossa anche la consigliera comunale Mariella Pecchini), resta fedele alla linea. Anzi, all'alberata. "Che senso ha abbattere piante del peso di 500-800 kg, alberi che danno ombra e ossigeno in quantità" chiede, "per sostituirli con piante che, in primis, non eguaglieranno mai la massa arborea di quelle eliminate, e secondariamente impiegheranno almeno 6 anni per dare un quarto dei benefici perduti, solo per accontentare le voglie di tecnici e addetti del settore?" In una città "drammaticamente piena di problemi di vivibilità e ambiente, poverissima di parchi e spazi verdi", ci si può permettere di "sacrificare cinquecento alberi di alto fusto in un battito di ciglia" mentre parchi promessi da tempo come quello della ex-fonderia Tovaglieri e quello della Selva Longa sono ancora nel cassetto delle promesse rimaste tali? Il comunicato del circolo bustese dell'associazione fustiga l'amministrazione cittadina che, con "gravissimi problemi di bilancio", "non risparmia le sue monete per pagare il taglio e la ripiantumazione di cinquecento piante in una stagione. Un albero di vivaio costa minimo cento euro, oltre ai costi di impianto e cura. Perchè prendersela con le robinie indifese tutta in una volta?" Ad offendere gli ambientalisti, e su tutti il presidente del piccolo circolo bustese del Cigno Verde, Andrea Barcucci, è il fatto che giovedì era stato promesso di aprire un tavolo di concertazione, "ma il giorno seguente le motoseghe hanno tagliato tutte le piante dell'alberata, partendo dal Sempione verso il centro sul lato dei numeri dispari: è questo il rispetto degli accordi?" Pertanto Legambiente invita tutti i bustesi, gruppi, associazioni, consiglieri comunali, a recarsi in via Valle Olona per protestare contro i tagli sommari delle alberature, a manifestare il proprio civile dissenso "passeggiando nei pressi del cantiere, attarversando la strada continuamente, pedalando in gruppi avanti indietro, portandocartelli e manifesti di protesta". L'obiettivo resta quello di salvare le piante sane e programmarne la sostituzione "spalmandola" su più anni. E non è facile sfida quella che il Cigno Verde si assume, in una realtà facile a mobilitarsi per la sicurezza o i rumori di un locale notturno, ma non così' avvertita dell'ecocidio quotidiano. Lunedi 17 Marzo 2008