Tra tre anni la Toscana sarà invasa da un fitto programma di celebrazioni per il 500 anniversario della nascita di Giorgio Vasari. Pittore, architetto e, in pratica, fondatore della storia dell'arte, Vasari nacque ad Arezzo ma fece fortuna alla corte dei Medici, all'inizio del periodo granducale. Per prepararsi all'appuntamento, ieri sono stati presentati nella sala della Biblioteca Magliabechiana degli Uffizi, i primi tre appuntamenti, che fanno un po' da preludio alle celebrazioni: il restauro dell'Incoronazione della Vergine, pala conservata nella chiesa della Badia di Arezzo e l'organizzazione di un convegno internazionale di studi (che si terrà ad Arezzo dal 28 al 30 marzo) sul tema «L'ingegno e la mano - Restaurare il mai restaurato »; quindi l'allestimento della mostra sulle tavole laterali della suddetta pala vasariana. L'intero programma delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari (Arezzo 1511) sarà organizzato dalla Provincia di Arezzo e Confartigianato nazionale con Banca Etruria in qualità di principale sponsor. La grande pala vasariana e un olio su tavola di 5 metri per 4, con una cornice monumentale intagliata, dorata e dipinta. È composta da una grande tavola che raffigura l'Assunzione e l'incoronazione della Vergine, due tavole laterali con i Santi Donato e Francesco e otto tavolette poligonali della centina che raffigurano le Sante, fu eseguita dal Vasari per il fiorentino Filippo Salviati intorno al 1567. In seguito fu acquistata per 200 scudi dal giurista aretino Nerozzo Albergotti per la sua cappella di famiglia nella Pieve di Santa Maria ad Arezzo, dove vi rimase fino al 1865, quando venne spostata in Badia durante il radicale restauro della Pieve. Pare che questa tavola non siamai stata restaurata - anche se non è escluso che qualche esperto, in passato, l'abbia già sottoposta a delle indagini diagnostiche - e intorno a questo dato è stato «progettato» il convegno di fine mese. Il quale vedrà protagonisti alcuni dei maggiori esperti del settore, dal direttore del settore dipinti del J. Paul Getty Museum di Los Angeles, Yvonne Szafran, al direttore del laboratorio restauro dell'Opificio delle Pietre dure, Marco Ciatti, dal responsabile del Laboratorio di tecniche nucleari per i beni culturali, Pier Andrea Mandò, alla restauratrice collaboratrice degli Uffizi, Muriel Vervat che, insieme ad altri studiosi di fama internazionale, affronteranno la questione su come e se intervenire su opere «mai toccate». L'eccezionalità del progetto risiede anche nel fatto che i restauratori della Pala Albergotti del Vasari, così è conosciuta l'opera della chiesa della Badia, visti i risultati dell'indagine diagnostica, hanno richiesto un confronto con la comunità scientifica prima di proseguire il restauro. Da segnalare che il restauro - che si svolgerà sotto gli occhi dei visitatori della Badia con un costo totale che si aggira sui 100mila euro - sarà eseguito dalla ditta «Ricerca» di Arezzo e pagato da una coppia di mecenati americani - Ada e William Weiller - che fanno parte anche del comitato d'onore del convegno. Quest'ultimo rappresenta un momento importante per tutto il territorio aretino, tant'è che per diffonderne il programma sono scesi in campo ben cinque uffici stampa. Alla presentazione di ieri, tuttavia, le parole che hanno colpito maggiormente sono state quelle pronunciate da Paolo Schiatti, vicedirettore generale di Banca Etruria di Arezzo, che si è sempre caratterizzata per l'attenzione verso il patrimonio culturale toscano. Tant'è che lo scorso anno l'istuto aretino ha sponsorizzato la mostra su Piero della Francesco che ha ottenuto un grande successo. «Se esistessero agevolazioni fiscali adeguate - ha detto Schiatti - i beni culturali si avvantaggerebbero grazie a un flusso costante di risorse che darebbe un futuro al patrimonio che tutti ci invidiano». Concetti sacrostanti, oltre che meritevoli di un serio approfondimento.