E' quella di S. Maria, la vorrebbe il circolo Arci ma non tutti sono d'accordo Il Comune invitato ad esprimersi il 25 aprile, giorno della Liberazione. Nel progetto del circolo anche il ripristino del teatro sul retro che verrebbe usato durante l'estate -------------------------------------------------------------------------------- E' sotto la tutela della Sovrintendenza, alle sue spalle ha una storia e una dignità architettonica sicuramente da salvaguardare. Per tanti anni è stata bloccata da pastoie burocratiche in un assurdo tira e molla tra ente locale e Stato che era il suo primo proprietario. E ora la ex casa del fascio di Santa Maria, in condizioni ormai fatiscenti, potrebbe essere oggetto di altre dispute. Tra associazioni. Una ha chiesto alla luce del sole di poterla avere, è la casa del popolo accanto. Che vorrebbe anche una risposta dal Comune in un giorno particolare, quello della Liberazione, il 25 aprile. Il fabbricato ha un piano solo con uno spazio complessivo di 316 metri quadrati. E' in brutte condizioni e non è stato usato più dal dopoguerra. Ma è vincolato dalla Sovrintendenza. La ex casa del fascio di via Livornese era di proprietà dell'ufficio del territorio di Firenze (l'ex Demanio). E la trafila per il passaggio dell'immobile e il suo riutilizzo inizia negli anni Novanta. Già all'epoca si era fatta avanti la casa del popolo di Santa Maria che si trova proprio accanto. Le aste si sono ripetute nel tempo. Il circolo riuscì ad aggiudicarsi una di queste ma poi alla fine venne invalidata perché non era stata pubblicato l'annuncio dello svolgimento. Un'altra volta, invece, venne annullata l'asta: un manifesto affisso alla casa del popolo fu considerato elemento di disturbo per il suo svolgimento. Fu considerata "turbativa d'asta" la richiesta (sul manifesto) ai soci di soldi per l'acquisto dell'immobile che tra l'altro è stato non solo la sede del partito fascista, ma anche casa del popolo. Poi, alla fine, alcuni anni fa, dopo altri contenziosi, passò al Comune. Ora la casa del popolo ha manifestato di nuovo il suo interesse. «E' stata inviata una lettera a nome del popolo di S. Maria - spiega il vicepresidente Valerio Chiarini - in cui chiediamo un comodato d'uso e offriamo al Comune di fare i lavori di ristrutturazione». «Noi abbiamo un progetto per l'inmmobile, vorremmo recuperare anche lo spazio dietro perché c'è un gruppo teatrale a S. Maria e la nostra idea è di farci rassegne teatrali». «Abbiamo chiesto al Comune - conclude Chiarini - di esprimersi il 25 aprile, giorno della Liberazione». Ma ci sono anche altre associazioni che hanno necessità di una sede, come l'Auser. E poi non è d'accordo sull'assegnazione al circolo Paolo Baroncelli, consigliere comunale di An. «L'immobile è dell'amministrazione comunale - spiega - di conseguenza deve rimanere al Comune. Tra l'altro nel bilancio ci sono 150mila euro previsti per il restauro dell'edificio vincolato. E' un bene pubblico che deve rimanere pubblico. L'Arci è un ente privato». Lucia Aterini
EMPOLI. Ex casa del fascio, disputa sull'assegnazione
Il Comune di Santa Maria è stato invitato a esprimersi sul progetto di riapertura del circolo Arci, che è stato bloccato da pastoie burocratiche per anni. La casa del popolo, che è stata la sede del partito fascista e della casa del popolo, è stata vincolata dalla Sovrintendenza e non è stata utilizzata dal dopoguerra. L'Arci ha chiesto al Comune di poter utilizzare l'immobile, ma ci sono anche altre associazioni che hanno necessità di una sede. Il Comune ha previsto 150mila euro per il restauro dell'edificio vincolato. L'Arci è un ente privato e non può avere il bene pubblico.
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