UN ASSALTO, uninvasione, uno stormo di cavallette. Rieccoci con le gite scolastiche. Il picco, proprio in questa settimana, un mese buono prima del solito, causa Pasqua anticipata. Le gite, infatti (salvo eccezioni) non si fanno mai con scrutini ed esami alle porte. Febbraio-marzo, quindi, anziché marzo-aprile. Come chiunque può verificare: grupponi che attraversano col rosso, camminano sui prati di Boboli, si stipano nei bar e si rincorrono nei musei, per non dire di quello che accade negli alberghi, quando, stanchi della cultura, per i giovani viaggiatori comincia la parte davvero interessante della gita: il casino. Il rovescio della medaglia, però, bilancia ampiamente il disturbo, come dimostrano i dati sul giro daffari (vedi box accanto). Così, se Venezia dice alt alle gite scolastiche, chiedendo al ministero un calendario articolato e senza escludere, per i momenti più difficili, il numero chiuso, Firenze opta per la linea soft. Al ministro Rutelli Palazzo Vecchio già mesi fa ha proposto di intervenire sulle scuole perché almeno una parte delle gite siano programmate per i mesi più morti, cioè novembre, gennaio e febbraio. «Ma sapendo» spiega lassessore al turismo Silvano Gori «che il grosso continuerà a concentrarsi prima di Pasqua. E che, comunque, non è il caso di strapparsi i capelli. Le gite hanno il vantaggio di essere programmate. E tutto ciò che si programma porta benefici». A «non buttare la croce addosso alle gite scolastiche» invita anche la soprintendente del Polo Museale fiorentino Cristina Acidini. Convinta, oltre tutto, che distribuirle diversamente, «viste le scadenze e gli impegni dellanno scolastico», sarebbe impossibile: «Anche se incomplete» dice «restano unesperienza educativa indispensabile». Alle scuole, piuttosto, il compito di preparare i ragazzi prima di farli muovere. Perché il problema è lì: «Fare delle gite il momento esterno di un percorso formativo da avviare molto prima. E che riguardi, anche, la buona educazione». Perché se, grazie alle prenotazioni, nei musei non cè più il problema di una eccessiva presenza numerica di ragazzi over 18, resta, spesso, quello del loro comportamento, una vera e propria «interferenza ambientale» con gli altri visitatori, dice Acidini, «che nessuno si preoccupa di prevenire». Ma poi. Linvasione dello «scolastico» placa le ansie da bassa stagione, e regala un business che nemmeno Firenze può permettersi di snobbare. Tanto più di fronte al turismo ondivago, umorale e inaffidabile nato dall11 settembre. Inoltre, come si spiega alla agenzia S.t.a., da 15 anni specializzata nel settore, offre due grandi opportunità: occupa i vuoti stagionali dell«altro», e non ha ripensamenti. «Qualche ragazzo può sempre rinunciare, ma il gruppone, quando prenota, è sicuro che arriva», e per di più in una stagione morta, o appena in ripresa per la Pasqua. Dunque, altro che numero chiuso, o dirottamenti su altri periodi: «Con la crisi che cè, ben vengano le gite» dice chiaro Riccardo Zucconi, vicepresidente di Confindustria albergatori, «e vengano pure ora, fra febbraio e aprile, altrimenti sì che ci darebbero noia». Daccordo anche Paolo Giacalone presidente di Federalberghi di Firenze: «Per noi sono una risorsa, si tratta solo di intrattenerli e interessarli un po meglio». Le categorie economiche, insomma, non hanno dubbi: se è vero che i prezzi praticati sono sempre con lo sconto, le gite garantiscono, in certi periodi, entrate che dall«altro turismo» non verrebbero mai. Così, se fino ad oggi la parola dordine è stata «sopportare», molti segnali dicono che laria sta cambiando: «Invece di uninvasione, il turismo scolastico può diventare una opportunità economica, e un grande investimento sul futuro» sostiene lassessore Gori. I casinisti di oggi, infatti, «saranno pur sempre, e con in più lindotto delle loro famiglie, i turisti di domani». Regalargli un ricordo di «serie A», insomma, conviene. Niente più pasta scotta e porzioni mignon, allora. E non più solo lobiettivo di riempire camere vuote e magari quelle già un po malandate. Unofferta di qualità (e magari anche più costosa e selettiva) in cambio di un turismo virtuoso. Sarà luovo di Colombo?
FIRENZE - Gite scolastiche, avanti tutta : sopportiamo, è un affare
Il turismo scolastico a Firenze è in aumento, con gruppi di studenti che visitano i musei e gli alberghi durante la settimana scolastica. Tuttavia, il ministero della cultura ha proposto di ridurre il numero di gite scolastiche per evitare distruzioni e interferenze ambientali. L'assessore al turismo di Firenze, Silvano Gori, sostiene che il turismo scolastico è un'opportunità economica e che le gite possono essere programmate per minimizzare gli impatti. La soprintendente del Polo Museale fiorentino, Cristina Acidini, concorda che le gite scolastiche siano un'esperienza educativa importante, ma che sia necessario preparare i ragazzi prima di farli visitare.
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