Il piano per il cantiere in Strada Maggiore sarà consegnato domani ai vertici dellAtc. Dopo scatterà lesame della Soprintendenza ------------------------------------------------------------ Il progetto esecutivo del passaggio del «Civis» in Strada Maggiore è pronto e domani arriverà sulla scrivania del presidente Atc Francesco Sutti. La «Coop Sette» di Reggio Emilia che coordina la progettazione, ha presentato il calendario dei lavori dopo che lo stesso Sutti aveva accusato lazienda di ritardi. Il punto più delicato sono le banchine alle fermate contestate dalla Soprintendenza. I cantieri in città arriveranno allinizio di aprile col primo stralcio tra via Caselle e il ponte sul Savena. A maggio seguiranno i lavori in via Longo, Firenze e Arno. Liter dei lavori seguirà il percorso del mezzo dividendo il tutto per comparti. ------------------------------------------------------------ Arriverà domani sulla scrivania di Francesco Sutti la bozza del progetto esecutivo del Civis, per quanto riguarda il nodo cruciale di Strada Maggiore, punto critico del centro storico, già teatro del blocco dei cantieri lestate scorsa. Dopo che il presidente Atc aveva accusato lassociazione di aziende che ha vinto lappalto di ritardi nella produzione del progetto, che deve poi passare al vaglio della soprintendenza, Coop Sette, cooperativa di Reggio Emilia che ha lonere del coordinamento complessivo della progettazione, illustra i calendario esatto dei lavori. La più attesa è la consegna di domani, il progetto esecutivo di Strada Maggiore fatto per sezioni tipologiche, cioè esempi dei vari interventi lungo la strada, tratti significativi con i dettagli delle trasformazioni cui dovrà sottoporsi lantica arteria cittadina per far passare il filobus a guida ottica. Ci saranno anche le famose banchine, quelle che hanno già generato perplessità nel soprintendente? «Nel progetto complessivo ci sono anche le banchine - spiega lingegnere di Coop Sette che segue la progettazione - si tratta in sostanza di fermate fisse, sorta di marciapiedi con cordonatura in pietra che mettono la fermata dellautobus alla stessa altezza dellentrata del Civis, mezzo a lettura ottica che non si può accostare al portico ma deve andare sempre dritto. In periferia sono fatti come veri marciapiedi, in centro si prevede siano tutti in pietra». Sono le stesse banchine che finiranno sotto la «lente dingrandimento» del soprintendente Luciano Marchetti e anche del gruppo di esperti nominato dal Comune che sorveglia la qualità urbana del centro, composto da Eugenio Riccomini, Pietro Maria Alemagna, Piero Orlandi. «Più che aggiungere in centro bisognerebbe togliere - dice Alemagna - le criticità che abbiamo evidenziato per il Civis sono proprio queste: pavimentazione, banchine, segnaletica e elementi di arredo legati alle fermate». «Ormai comunque dobbiamo solo cercare di ridurre il danno - riflette Orlandi - noi abbiamo potere consultivo». Intanto proseguono i lavori, a partire da San Lazzaro, dove rispetto alla tabella di marcia «si è accumulato un ritardo di due mesi». «Abbiamo avuto problemi con le bonifiche belliche - spiegano gli ingegneri - oltre a sottoservizi non previsti, tra cui un collettore fognario da rifare». Per quanto riguarda Bologna, è già stato elaborato il progetto esecutivo del primo stralcio, tra via Caselle e Ponte Savena, e linizio dei lavori è previsto in quella zona per i primi giorni di aprile, seguito a ruota, è il caso di dirlo, da via Longo, via Firenze e via Arno, dove le ruspe arriveranno agli inizi di maggio. Perché non si è partiti a progettare la parte più delicata, il centro storico, dove un «niet» della Soprintendenza può bloccare i cantieri? «Abbiamo seguito il percorso del mezzo, dividendolo in stralci consecutivi - spiegano da Coop Sette, cooperativa diretta da Raimondo Montanari - lordine è stato concordato con Atc nel luglio dello scorso anno. E vero che cè complessivamente un ritardo, ma Atc ha dato il via libera alla progettazione solo il 21 gennaio del 2008, 120 giorni dopo la tappa concordata dellottobre 2007. Adesso andiamo avanti e consegneremo entro maggio la prima parte del progetto fino a Strada Maggiore compresa». Intanto i comitati «No Civis» si sono già messi avanti, ieri mattina una cinquantina di persone si è riunita per un sit-in davanti al deposito Atc di via Due Madonne, dove è custodito il primo dei 49 vagoni della nuova infrastruttura.