Restauri al traguardo. Per i lavori avviati tre anni fa spesi 1,5 milioni di euro. Da recuperare le arcate attraverso le quali passavano le navi da varare A giugno una mostra sul Mediterraneo La Soprintendenza "La gestione potrebbe andare al comitato che lha tenuto in vita" -------------------------------------------------------------------------------- Sono terminati i lavori di restauro dellex Arsenale della Real Marina, in via Cristoforo Colombo. Iniziati nellagosto del 2005 e finanziati con 1 milione 593 mila euro di fondi Por 2000-2006, i lavori sono stati curati dal servizio per i Beni architettonici della Soprintendenza diretto dallarchitetto Matteo Scognamiglio, ed eseguiti dallimpresa Pisciotta di Camporeale. Attualmente sono in corso il collaudo statico e quello tecnico-amministrativo, e a giugno il monumento sarà inaugurato con una grande esposizione: «Siamo in trattative col centro Pompidou di Parigi - annuncia la soprintendente Adele Mormino - per ospitare una mostra che racconta il Mediterraneo, attraverso installazioni e opere darte contemporanea». Si tratta di "Fabrica, les yeux ouvertes", che accoglie una summa di progetti del centro di sperimentazione del gruppo Benetton, ed è già passata da Tokyo, New York e dalla Triennale di Milano. Gravemente danneggiato dai bombardamenti del '41 e del '43, oggi dellArsenale resta il palazzo con i grandi fornici del piano sottostante e il muro perimetrale sud, mentre nella parte retrostante, in passato utilizzata per la costruzione delle imbarcazioni della Marina reale, continua a funzionare il laminatoio del Cantiere. «Ledificio è stato restaurato pensando alla sua futura destinazione duso come museo delle tradizioni marinare della città - dice il progettista e direttore dei lavori Matteo Scognamiglio - Potrebbe accogliere in futuro materiali già presenti nei musei palermitani ma anche alcuni reperti di grande interesse già individuati, come due cannoni settecenteschi, le lapidi provenienti dal forte demolito della Lanterna, nel borgo Santa Lucia, e un naviglio di piccole dimensioni». La prima fase del restauro è stata quella del consolidamento strutturale. Sul prospetto di via Cristoforo Colombo è stata restaurato anche lo stemma borbonico a testa daquila che reca liscrizione dedicata al re delle due Sicilie Filippo IV di Spagna, i portali in pietra calcarenitica e quelli interni del primo piano. I fornici del prospetto principale sono ancora chiusi da muri, ma in futuro si prevede di riaprire quelle arcate che ospitavano gli scafi in costruzione e venivano poi varati grazie a un sistema di scivoli. Allinterno, i lavori si sono concentrati sul vano più a sud del piano terra, e su tutto il primo piano, per collegare i diversi ambienti in un sistema museale unico, dotato di tutti i requisiti tecnici e funzionali. Nel vano dingresso è stata realizzata una pavimentazione con lastre di marmo bianco di Carrara e di Bardiglio imperiale, ed è stata realizzata una scala in legno e acciaio e due ascensori elettrici allinterno di una struttura in acciaio e vetro. Al primo piano, dove è stata mantenuta la configurazione originale dellinfilata dei quattro saloni, sono state ripristinate le aperture, mentre la pavimentazione qui è a parquet a listoni. Ed è stato anche realizzato un impianto di climatizzazione con riscaldamento sotto pavimento e ventilazione forzata. «Finora, come monumento ancora ibrido, non restaurato, lArsenale è rimasto aperto grazie allopera meritoria del comitato "Pro Arsenale borbonico-Museo del mare - continua Scognamiglio - che anche a cantiere aperto ha lasciato fruibile al piano terra lesposizione di reperti strappati allabbandono. Ora dovremmo rilanciare al meglio un Museo del mare che potrebbe competere con quelli più importanti dEuropa, ripensando anche a una convenzione con la stessa associazione». «Daltra parte - ricorda ancora la Mormino - il progetto ha lasciato fuori momentaneamente i vani centrali. Solo quando completeremo lintera struttura potremo pensare al progetto museografico».