Se da un lato il potere d'acquisto degli italiani continua a diminuire, dall'altro, non possiamo fare a meno di tenere sotto osservazione un fenomeno in continua crescita ed espansione. Mi riferisco alla dinamica con la quale alcuni prodotti gastronomici sembrerebbero ever green nel vissuto collettivo, al punto da diventare brand o must inattaccabili oltre che oggetto di studio dei guru del marketing nazionale ed internazionale. Infatti è notorio che il ciclo di vita di un prodotto si compone tendenzialmente ed essenzialmente di tre momenti e fasi topiche, il lancio, la maturità ed il declino, inevitabile, con sempre possibili tentativi di rivitalizzazione postuma. Ma il mondo della comunicazione ci insegna che alcune icone rese tali da sapienti campagne pubblicitarie e di comunicazione, anche dal vago sapore retrò, riescono a impattare nelle proiezioni e desiderata del consumatore sollecitandone il desiderio di possesso o partecipazione. Penso, ad esempio, a marchi come la Campbell Soup, oppure la Coca Cola, per non parlare dei nazionali Campari, Martini o Cirio. Tutti accomunati dal destino di integrarsi nella nostra quotidianità al punto di trasmigrare da semplici prodotti e beni di largo consumo a concettualizzazioni promotrici di ispirazioni artistiche e movimenti culturali. In una parola, status Symbol. Brand immediatamente identificativi di qualità di prodotto, di affidabilità, di rassicurazione psicologica del fruitore. E' evidente che, l'assioma e l'accostamento con l'attuale, perdurante stato di crisi del comparto commercio e turismo della nostra Regione Campana, tra gli altri, conseguente in gran parte della problematica legata allo smaltimento dei rifiuti urbani, sia spontaneo e naturale. Oggi ci troviamo nella condizione di dover rivitalizzare, rilanciandolo, un prodotto che ha indubbiamente qualità e sostanza, mi riferisco all'immenso custer campano con tutte le sue peculiarità, utilizzando tutti quegli strumenti propri della comunicazione. Benvenuto quindi ad un esperto di questo settore che dallo scranno regionale dell'assessorato al turismo saprà certamente avviare quei processi virtuosi di cui, in questo momento, si avverte, forte, la necessità. E l'Assessore Velardi non ha perso tempo. Ha messo a punto una serie di primi interventi e strategie per cercare di proporre un'offerta del prodotto Napoli a prezzi competitivi, quasi low cost, attraverso un sistema di voucher subito spendibili in questa prima parte dell'anno. Easy Napoli. Sembra, certamente, un buon inizio e viatico per futuri, nuovi progetti di recupero dell'immagine e delle quote di mercato che tradizionalmente ci competono. D'altra parte, il nostro scalo aereo partenopeo riesce ad incrementare, rispetto agli anni precedenti, i propri utenti in transito. Segno che una certa sostanza, qualità e tenuta di prodotto sussiste e resiste, così come il classico prodotto food ever green di cui sopra. Dobbiamo, quindi, tutti insieme, lavorare affinchè si tenda al ripristino dei valori assoluti che hanno prodotto nei decenni lo status di eccellenza che ci ha sempre contraddistinto. Una volta di più il problema, quindi, riguarda proprio tutti, nessuno escluso. presidente di Fipe-Confcommercio Campania