L'avv. Florio: «Prima si faccia una mostra a Vicenza» Giacomo Florio ci crede. Entusiasmo da vendere anche ora che ha i capelli bianchi, l'avvocato vicentino-apulo vuole gemellare in tutti i sensi la terra di origine e quella adottiva. Proseguono i contatti con gli industriali, con gli artigiani. Stanno per partire al Cuoa corsi di specializzazione per giovani pugliesi. Sono in programma una serie di scambi di studenti. C'è il patto storico Altavilla-Apricena. E ora ci sono anche i vasi. Sì, i 170 vasi dauni, fra cui anfore, crateri e statue, risalenti all'epoca protoromana dal VII al IV secolo avanti Cristo, in parte sembra trafugati illegalmente, recuperati nei mesi scorsi ad Arcugnano dalla Guardia di finanza. L'impegno di Florio è far tornare i reperti nella terra dalla quale sono partiti. Così si è messo in contatto, sul versante dauno, con il vicepresidente della Provincia di Foggia Franco Parisi, con il direttore Giuliano Volpe del dipartimento di archeologia all'università di Foggia, con il ministero per i beni culturali, e qui in città con il presidente della Provincia Attilio Schneck, con la direttrice del museo civico Elisa Avagnina, e con la Procura. Il progetto-restituzione dovrebbe seguire due strade. La prima, per i 93 pezzi sotto sequestro penale oggi nella caserma della Guardia di Finanza, è chiederNe alla procura la custodia giudiziale, perché il tesoro archeologico scoperto sui colli Berici venga conservato nel modo più idoneo da qualche ente culturale vicentino, in primis il museo civico, oppure quello di Palazzo Montanari. Contestualmente si dovrebbe concordare fra Vicenza, Puglia e Roma l'iter burocratico per far acquisire le opere al museo nazionale di Manfredonia o di Foggia. La seconda via, per i 77 reperti ritenuti "regolari", è di acquisire copia del contratto di cessione e poi di intervenire sul ministero per sollecitarlo a esercitare il diritto di prelazione previsto dalla legge, visto che l'importo di 20 mila euro appare relativamente basso. Florio, che proprio ora è partito per la Puglia per perfezionare l'operazione, vuole però portare avanti anche una proposta del presidente Schneck. L'idea è che, prima di far ritorno nel luogo dove sono nati 2500 anni fa, i vasi dauni più preziosi vengano esposti in una grande mostra di calibro internazionale da ospitare a Palazzo Montanari, palazzo Chiericati o nel Museo di Bassano.
Riportiamo a casa i vasi dauni sequestrati qui
L'avv. Florio, un avvocato vicentino, vuole riportare i 170 vasi dauni protoromani nella terra di origine. I reperti furono trafugati illegalmente e recuperati dalla Guardia di finanza. Florio sta contattando gli industriali, gli artigiani e le istituzioni locali per far tornare i reperti. Ha già contattato il vicepresidente della Provincia di Foggia, il direttore del dipartimento di archeologia dell'università di Foggia e il ministero per i beni culturali. Il progetto di restituzione prevede due strade: la prima per i reperti sotto sequestro penale e la seconda per quelli ritenuti "regolari".
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