Raccolta da 64 senatori l'idea di una norma proposta dal sovrintendente Adriano La Regina. Per le quattro regioni interessate alla valorizzazione previsto uno stanziamento di 60 milioni di euro Appia Antica. Una legge finalmente per difenderla. Mancava fino ad oggi uno strumento di tutela integrale per valorizzare e tutelare la «regina viarum», la prima e più importante strada inventata dai romani come esempio insuperato di arteria di colle-gamento tra zone un tempo lontanissime. A sollevare il problema è stato poco tempo fa, col Corriere della Sera, il sovrintendente archeologico di Roma, Adriano La Regina, che nello scorso luglio nel corso di un convegno dedicato all'Appia aveva messo in luce questa enorme contraddizione: disporre di un bene culturale così importante come l'Appia Antica, che costella con lunghi tratti di «basolato» intatto una parte del suo tragitto fino a Brindisi lungo 540 chilometri e, nello stesso tempo, però non poterne garantire la tutela integrale e neanche la valorizzazione. In quel convegno, il sovrintendente archeologico della Campania aveva illustrato mate-rialmente il problema: subito dopo il confine col Lazio, aveva spiegato De Caro, l'Appia Antica si snoda sottoterra ancora integra per chilometri e chilometri. Lì l'Appia esiste ancora ed è finita sotto uno strato di terra a causa dell'impaludamento a cui è stata soggetta la zona che arriva fino a Sessa Aurunca. Ebbene, ricordava De Caro, ci vorrebbero soldi e investimenti per riportare alla luce questo lungo tratto, ma naturalmente non ci sono soldi a disposizione... Ma soprattutto, e questo era sottaciuto, manca un vero interesse. Quello che mancava era infatti qualcosa di più: lo spirito che viene raccolto ora da un nutrito gruppo di senatori, 64 per l'esattezza (un quinto del Senato), di ogni gruppo e colore, che si sono riproposti di tutelare globalmente tutta l'Appia Antica dall'inizio alla fine e valorizzarla quanto più possibile. Lo Strumento è una proposta di legge che verrà presentata questa mattina alle 11 al Senato dai firmatari, primo estensore Willer Bordon, capogruppo della Margherita. L'Appia viene dunque tutelata nella sua totalità, questa la proposta, secondo quell'articolo 49 del Testo Unico dei Beni Culturali che a sua volta ha recepito l'articolo 21 della legge 1089, la legge Bottai. «Il ministro - aveva stabilito il ministro fascista Bottai - ha la facoltà di prescrivere tutte le misure che siano atte ad evitare che siano messe in pericolo le cose immobili anche in riferimento alla prospettiva, alla luce...». Sessant'anni dopo questo spirito della legge appare fortemente innovativo. Nel momento in cui beni culturali sembrano sinonimo di «dismissioni» e «cartolarizzazioni» il richiamo alla tutela delle «cose immobili» appare quasi controccorrente. «È così -spiega Willer Bordon - Ci richiamiamo oggettiva-mente a un concetto di tutela che vogliamo trasferire su questo bene culturale troppo a lungo trascurato». Sessanta di milioni di euro saranno messi a disposizione delle quattro regioni interessate per interventi di valorizzazione. Tra i parlamentari che hanno aderito all'iniziativa, oltre ai capigruppo del centrosinistra al Senato Angius (Ds), Boco (Verdi), Del Turco (Sdi), Malabarba (Re), Marini (Gruppo misto), Marino (Comunisti italiani) anche la maggioranza con D'Onofrio (presidente Udc), D'Ippolito e Firrarello (ForzaItalia), Euprepio (An). E, col senatore a vita Cossiga, i senatori Dini, Occhetto, Mancino, Zavoli,
Una legge per tutelare l'Appia Antica
64 senatori hanno raccolto l'idea di una norma proposta dal sovrintendente Adriano La Regina per valorizzare e tutelare l'Appia Antica. La legge prevede uno stanziamento di 60 milioni di euro per le quattro regioni interessate. L'Appia Antica è una strada romana che costella con basolato intatto una parte del suo tragitto fino a Brindisi. La legge vuole tutelare globalmente tutta l'Appia Antica dall'inizio alla fine. La proposta di legge sarà presentata al Senato. La legge prevede di trasferire lo spirito della legge del 1942, che prevedeva la tutela delle cose immobili, a un bene culturale come l'Appia Antica.
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