Consiglieri e assessori comunali mobilitati per il Museo Adesso sono veramente furiosi. Un'ora davanti al museo, a Piazza De Nava, per un sit-in trasformatosi poi in autentica indignazione quando, davanti l'ingresso del Museo nazionale della Magna Grecia in via Veneto il personale del Ministero dei beni culturali stava già predisponendo l'imballaggio delle opere da trasferire (Kouros, testa del Filosofo e testa di Basilea) al museo di Mantova. Una 'soffiata', ed ecco che il sit-in si trasforma in una occupazione simbolica del camion. Decisione rimandata a stamattina al riparo da occhi indiscreti, ma i consiglieri comunali, assieme ad esponenti della giunta e rappresentanti di diverse associazioni culturali denunciano il tutto durante la conferenza stampa che si svolgerà da li a poco a Palazzo San Giorgio. I consiglieri Romeo, Minasi,Martorano, Strati, Nicolo, Imbalzano, Freno, Morisani, Serrano, Ripepi sono quelli che siedono al tavolo, ma tanti altri si aggiungono nel corso della discussione, per un atto, quello del ministro Rutelli, considerato assolutamente arrogante e non rispettoso della città. "Denunciamo la nostra indignazione ed il fermo disappunto - esordisce l'assessore Antonella Freno - per un provvedimento che in maniera imprevista è piovuto come un macigno sulla città a governo 'scaduto', maltrattando la vocazione della città rispetto alla tutela, fruizione, salvaguardia ed alla valorizzazione dei beni culturali custoditi al museo". La lettera inviata dal sindaco Giuseppe Scopelliti al ministro e che non ha avuto risposta, la mancanza di reciprocità negli scambi di opere d'arte, il mancato coinvolgimento della città a questa decisione, e un intervallo di tempo, quello che prevede il trasferimento delle opere fino ad ottobre, che va ben oltre i termini previsti per la mostra di Mantova che chiuderà i battenti a luglio: tanta la 'carne al fuoco' su una questione che non è stata digerita dall'intero Consiglio comunale, "chiederemo al ministro di mandarci qualche opera d'arte romana, magari qualcuna del Canova", afferma ironicamente Antonino Nicolo, mentre per l'assessore Candeloro Imbalzano il danno in prossimità dell'estate "è davvero incalcolabile, quindi non ci limiteremo solo alla protesta ma troveremo altre forme affinchè venga revocato il provvedimento". La proposta di Daniele Romeo è quella di sensibilizzare tutta la città, compresi gli studenti che dovrebbero protestare astenendosi dalle lezioni per un giorno con l'appoggio dei Presidi". Intanto una nota di Palazzo San Giorgio 'arricchisce' di una ulteriore novità le decisioni del ministro. "A quanto pare, oltre le opere già note, anche la testa di Medina di terracotta dipinta a mano, reperto unico al mondo, dovrebbe lasciare la nostra città - dichiara il sindaco Scoppelliti il quale evidenzia che "l'amministrazione non è disposta a cedere di un solo millimetro in questa battaglia a difesa della città. Chiedo, inoltre, alla rappresentanza parlamentare reggina e calabrese di verificare se corrisponda al vero che per lo spostamento delle opere dal Museo sarà spesa un'ingente somma, sembrerebbe pari a circa 700.000 euro. Se dovesse risultare esatta questa notizia al danno si aggiungerebbe una vera e propria beffa". Il primo cittadino non nasconde poi la sua amarezza per il silenzio delle altre istituzioni. "E' davvero incredibile che le ultime vicende riguardanti lo 'scippo' di opere al Museo di Reggio Calabria avvengano con l'imbarazzante silenzio di quegli enti istituzionali che assieme a noi si sarebbero dovuti schierare a difesa degli interessi della città, mentre in queste ore la città si sta mobilitando sostenendoci nella strenua difesa della nostra Reggio. Non si può dire lo stesso, né per i suoi rappresentanti politici sul territorio, né tanto meno per i vertici locali e regionali della Soprintendenza archeologica .
Reggio Calabria. Sit-in contro lo "scippo"
I consiglieri comunali e assessori mobilitati per il Museo Adesso si sono riuniti per un sit-in davanti al museo di Reggio Calabria, in seguito all'annuncio del ministro dei beni culturali di trasferire alcune opere d'arte, tra cui la testa del Filosofo e la testa di Basilea, al Museo nazionale della Magna Grecia di Mantova. La decisione è stata considerata "arrogante" e "non rispettosa" della città. I consiglieri hanno denunciato la loro indignazione e il disappunto per il provvedimento, che ha colpito la città senza coinvolgerla nella decisione.
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