Le accuse di "scippo" di opere d'arte non vedono solo Reggio come vittima, ma anche come protagonista. Basta cambiare il punto di vista, e il gioco è fatto. Il sindaco di Locri, infatti, Francesco Macrì e la sua amministrazione comunale, in occasione della manifestazione di protesta indetta a Reggio Calabria a difesa del museo, sottolinea «che proprio nel museo di Reggio sono collocati importanti e numerosi reperti provenienti proprio dal sito archeologico di Locri». «Nel corso degli anni - sostiene Macrì - la Città di Locri è stata letteralmente spogliata dei propri beni archeologici in virtù del mancato riconoscimento di status di museo nazionale, ovvero a Locri era riconosciuta la struttura permanente dell'Antiquarium con funzioni di deposito espositivo. Nel corso degli anni l'Antiquarium ha assunto la caratterizzazione di Museo Nazionale di Locri Epizefiri, un riconoscimento che comporta insito il diritto di riavere come atto d'ufficio i beni rimovibili portando a Locri quello che è di Locri». Secondo Macrì «l'attribuzione dei beni archeologici della Città di Locri al Museo Nazionale Locrese rientra anche nell'indirizzo politico dell'amministrazione comunale, che in questi mesi si è attivata, in questo sentire comune delle realtà associative e di tutti i cittadini, per progettare il Parco Archeologico che deve necessariamente partire proprio dalla struttura museale, con i beni archeologici e culturali quale centro su cui far gravitare un Parco, in itinere, ma di sicuro richiamo internazionale quale ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e la compresenza di valori storico paesaggistici e ambientali». «Nel progetto di Parco archeologico locrese - sostiene ancora Macrì - deve insistere anche il progetto di riqualificazione e di adeguamen-to della struttura museale nata come Antiquarium e riconosciuta Museo senza l'opportuna predisposizione tecnica degli spazi. L'attribuzione dei beni archeologici di Locri per Locri è fondamentale per innescare un concreto processo di sviluppo turistico non solo per la città ma per l'intera Locride. È auspicabile il coinvolgimento dell'Amministrazione comunale di Locri e dell'associazionismo cittadino che ruota intorno al costituendo Parco Archeologico in tutte le scelte ricadenti sui beni e sulle singole attività, che provengono e interessano i Beni Archeologici appartenenti all'area storica di Locri Epizefiri», Insomma, la migrazione delle opere d'arte da una sede all'altra rischia di innescare una serie di polemiche difficile da risolvere.