Lupi (Forza Italia):: «II nulla osta amministrativo sana l'irregolarità formale, non il reato penale» ROMA «II mio augurio è che quell'emendamento venga espunto dal provvedimento». Con queste parole Giuliano Urbani apre ufficialmente le ostilità contro la norma, introdotta alla Camera con un emendamento di parlamentari di Forza Italia alla delega ambientale, che estingue il reato penale di danno ambientale per chi costruisce nelle aree protette. Il ministro dei Beni culturali è uscito allo scoperto ieri mattina, dopo aver incontrato gli ambientalisti. Durante la riunione, spiega una nota comune delle organizzazioni ambientaliste, «il ministro e le associazioni hanno condiviso che quanto predisposto dal comma 32» della legge delega attualmente all'esame del Senato, «con una modifica introdotta alla Camera, estende ed aggrava le già approvate disposizioni del condono edilizio». Urbani si sarebbe quindi espresso per lo stralcio del comma 32 dalla legge delega o, «in subordine», per tornare al testo precedente. Difficile dire quali conseguenze potrà avere questa presa di posizione. Va infatti ricordato che la depenalizzazione è stata approvata, alla Camera, senza alcuna opposizione, almeno esplicita, del governo. L'imbarazzo che questa vicenda sta provocando anche tra i parlamentari del centrodestra è tuttavia dimostrato da una iniziativa assunta da Forza Italia in commissione Ambiente di Palazzo Madama. Il senatore Salvatore Marano ha presentato un emendamento che introduce criteri più rigidi per la concessione della depenalizzazione. «Lo valuteremo ed esprimeremo il nostro parere», è stato il commento di Urbani. Il quale ha comunque precisato che se la modifica proposta «sarà simile all'emendamento presentato alla Camera il parere sarà contrario». Anche se l'iniziativa di Marano potrebbe rivelarsi inutile. Il presidente della commissione Ambiente, Emidio Novi, anch'egli di Forza Italia e contrario alla depenalizzazione, ha detto che l'emendamento è solo «un segnale per esprimere la nostra contrarietà». Secondo Novi, la delega ambientale dovrebbe essere approvata così com'è dal Senato. Ci penserebbe il Codice sui beni culturali e paesaggistici, che sarebbe approvato subito dopo, a ripristinare la situazione iniziale. «In questo modo ha detto avremo una sanatoria con vita breve, che durerebbe al massimo un mese e mezzo. E che verrebbe abrogata dal Codice». La bufera che è stata sollevata su questo caso non ha tuttavia fatto cambiare idea a chi aveva sostenuto la depenalizzazione. II responsabile per l'Ambiente di Forza Italia Maurizio Lupi parla di «un colossale equivoco». E spiega; «Una legge del 1985 prevede l'istituto della concessione in sanatoria. Ciò significa che se un soggetto che ha diritto a costruire in una certa area, in conformità agli strumenti urbanistici, costruisce senza chiedere l'autorizzazione, può averla successivamente in sanatoria. Si tratta di un semplice abuso formale», Continua Lupi: «II fatto è che il nulla osta rilasciato dall'amministrazione, nel quale si attesta che l'opera non danneggia l'ambiente, sana l'abuso formale, ma non il reato penale. Ed è un assurdo. Abbiamo soltanto voluto colmare una clamorosa lacuna. Tutto qui», il giudizio è ora al Senato.
Abusi edilizi nelle zone protette: Urbani sta con gli ambientalisti
Il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, ha espresso la sua opposizione all'emendamento introdotto alla Camera per estinguere il reato penale di danno ambientale per chi costruisce nelle aree protette. L'emendamento, introdotto da parlamentari di Forza Italia, estende ed aggrava le già approvate disposizioni del condono edilizio. Urbani ha chiesto lo stralcio del comma 32 dalla legge delega o, in subordine, per tornare al testo precedente. La depenalizzazione è stata approvata alla Camera senza opposizione esplicita del governo. Forza Italia ha presentato un emendamento che introduce criteri più rigidi per la concessione della depenalizzazione.
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