Passa anche per Caserta il rompicapo che sta appassionando filologi, antichisti e storici: il cosiddetto papiro di Artemidoro è autentico o rappresenta una falsificazione realizzata nel XIX secolo? Il caso - al centro di un convegno internazionale a Berlino - ruota attorno alla datazione del reperto, ricostruzione temporale eseguita con il moderno sistema di «accelerazione elettrostatica», un processo al quale dal 2005 lavorano i tecnici del laboratorio di spettrometria di massa ultrasensibile allestito nell'ex Ciapi. Un centro di competenza regionale ad altissima specializzazione realizzato da Sun e Regione Campania, in grado di datare in pochi minuti anche campioni di un milligrammo, caratteristica che rende il procedimento tecnico scarsamente invasivo nei confronti del reperto da analizzare. Ebbene, secondo il responso del laboratorio Circe (Centro di ricerche isotopiche per i beni culturali e ambientali), confermato per altro da ulteriori esami svolti in altre strutture specializzate, il documento che contiene la prima trascrizione conosciuta di parte del testo geografico di Artemidoro di Efeso, avrebbe circa 2000 anni. La datazione è stata fissata al I secolo dopo Cristo e costituirebbe una trascrizione antica (dunque di elevato valore filologico e archeologico) dello scritto di Artemidoro, vissuto tra il II e il I secolo a.C. Del cosiddetto Papiro è stata anche realizzata una edizione critica che, seppure non scioglie tutti i nodi relativi alla ricostruzione del testo greco e alla compresenza di elementi grafici, ammette in ogni caso l'importanza del reperto contestando le tesi di una cordata di studiosi secondo i quali il papiro costituirebbe il prodotto - ancorché geniale - di un falso ottocentesco, opera di un certo Costantino Simonidis. Ma anche la datazione non risolve la questione; anzi, se possibile, la complica dal momento che il testo riproporrebbe interi passi di Marciano, autore di epoca successiva. E dunque, come può uno scritto sorto dopo il IV secolo d.C. trovarsi su di un supporto del I secolo d.C.?