Arrestato il prefetto Pesce Gestì la lottizzazione a Rio Marina LIVORNO - Nuovo clamoroso arresto nei «Palazzi» di Livorno. A farne le spese è toccato stavolta al prefetto di Isernia, Giuseppe Pesce, già viceprefetto di Livorno. Una notizia che ha il sapore dell'ennesima pugnalata ai danni di una città in grave crisi economica già scossa da altri arresti «eccellenti» e dalle indagini a carico del prefetto Vincenzo Gallitto e dello stesso Giuseppe Pesce. Ma un blitz della guardia di finanza ieri mattina all'alba ha decisamente aggravato la posizione di quest'ultimo, al quale è stato notificato un provvedimento di arresti domiciliari per corruzione. Stessa sorte per il progettista grossetano Umberto Coppetelli e per due costruttori pistoiesi, Fiorello Lippi e Franco Giusti, tutti e quattro già indagati dalla procura di Genova per concorso di corruzione in atti giudiziari. Tutto è partito pochi mesi fa, da un'inchiesta nei loro confronti per presunti illeciti edilizi all'Isola d'Elba: una maxi-investigazione che ha portato all'apertura di altri filoni di indagine, uno dei quali, per l'appunto, ha scaturito l'ordine di custodia cautelare per i quattro. L'accusa nei confronti del prefetto Pesce, che all'epoca dei fatti era stato da poco nominato commissario prefettizio a Rio Marina, è quella di aver indebitamente rilasciato a Coppetelli l'appalto per la costruzione di un complesso residenziale che sarebbe dovuto sorgere nella frazione di Cavo, comune di Rio Marina. 35 eleganti appartamenti a dieci metri dal mare, uno dei quali sarebbe stato poi acquistato dallo stesso Pesce (ma forse non è il solo nome «eccellente») a prezzo «di favore». In quel periodo, tra l'altro, Coppetelli era persino diventato consulente di Pesce in qualità di commissario straordinario del comune. Che gli indizi probatori a carico di Pesce fossero gravi, lo si era capito da subito. Ha destato scalpore, soprattutto per le modalità con cui è avvenuta, una sua recente visita fatta al comune di Rio Marina: pretese (con arroganza, sostengono i testimoni) che i tecnici comunali gli spiegassero di quale natura fossero gli atti che lui aveva firmato quando era commissario, se erano «delibere» o «determine». Chiese a distanza di tre anni dal suo mandato, lui che per un anno era stato commissario prefettizio, chi doveva assegnare gli appalti, se lui o un funzionario. Evidentemente sapeva già di essere alla frutta. «Voi mi portavate paccate di roba - si è giustificato in quell'occasione Pesce - e io firmavo tutto» .
ABUSIVISMO - Manette sull'Elba
Il prefetto Giuseppe Pesce è stato arrestato per corruzione. Era stato nominato commissario prefettizio a Rio Marina e aveva gestito la lottizzazione del comune. L'arresto è stato effettuato dalla guardia di finanza e Pesce è stato notificato un provvedimento di arresti domiciliari. Pesce è accusato di aver indebitamente rilasciato l'appalto per la costruzione di un complesso residenziale a un progettista, Umberto Coppetelli. L'accusa è stata aperta dopo un'inchiesta che ha portato all'apertura di altri filoni di indagine. Pesce era stato consulente di Coppetelli in qualità di commissario straordinario del comune.
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