Dai distretti industriali ai distretti culturali. È questa la nuova polìtica di sviluppo locale, promossa dall'associazione Civita per tutelare i beni culturali, rafforzare le interdipendenze tra l'industria culturale e gli altri settori produttivi presenti sul territorio e accrescere le ricadute economiche dei processi di valorizzazione. Nonostante il variegato patrimonio artistico italiano, il settore dei beni culturali continua a essere considerato marginale per lo sviluppo economico e la quota di spesa pubblica destinata alla tutela e valorizzazione dei beni culturali ha ancora oggi un peso molto modesto. Nel bilancio 2002 la spesa nel settore culturale, gestita dal ministero per i beni e le attività culturali o da terzi, rappresentava, infatti, appena lo 0,35 della complessiva spesa statale. Un confronto internazionale, condotto alcuni anni fa dall'Arts council of England, mostrava che la spesa pubblica pro capite nel settore della cultura in Italia è molto al di sotto di quella degli altri paesi europei e più vicina a quella degli Stati Uniti. Nella metà degli anni 90 questa spesa era pari a 85 dollari in Germania, 57 dollari in Francia e solo 6 dollari negli Stati Uniti. Le politiche di intervento nel settore culturale finora attuate in Italia non sono state in grado di assicurare una valorizzazione economica compatibile e sostenibile delle risorse disponibili, perché hanno segmentato il settore e separato i processi di valorizzazione dei beni culturali dal contesto territoriale. Il distretto culturale è un sistema integrato e coerente di offerta di risorse e servizi; un vero e proprio «ecosistema», caratterizzato dall'interdipendenza di valori, di domande e di offerte. La teoria economica del distretto culturale, i modelli stranieri e le procedure per l'implementazione di una strategia di distretto sono illustrati nel libro di Pietro A. Valentino, Le trame del territorio. Politiche di sviluppo dei sistemi territoriali e distretti culturali (Sperling Kupfer editori, Milano 2003), nuova pubblicazione della collana Civita, che sarà presentata oggi (alle ore 18) a Roma, presso la sede dell'associazione (piazza Venezia 11).
Distretti ad hoc per beni culturali
L'associazione Civita promuove una nuova politica di sviluppo locale che tutela i beni culturali, rafforza le interdipendenze tra l'industria culturale e altri settori produttivi e accresce le ricadute economiche dei processi di valorizzazione. Il settore dei beni culturali è considerato marginale per lo sviluppo economico e la spesa pubblica destinata alla tutela e valorizzazione dei beni culturali è modesta. In Italia, la spesa pubblica pro capite nel settore della cultura è molto al di sotto di quella degli altri paesi europei e più vicina a quella degli Stati Uniti. Le politiche di intervento nel settore culturale finora attuate non hanno assicurato una valorizzazione economica compatibile e sostenibile delle risorse disponibili.
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