Suggellata dal patrocinio del Ministero per i beni culturali, l'"Apocalisse", di Enrico Baj, caratterizzerà la primavera espositiva di Pietrasanta. Da oggi e sino al 25 maggio (con orario, dal martedì alla domenica, dalle 16 alle 19), il chiostro di Sant'Agostino ospiterà l'importante mostra, che ripropone l'originario allestimento della prima esposizione allo Studio Marconi, nel 1979, a Milano. Una mostra significativa, tra passato e presente. Protagonista è certamente l'ironia dissacratoria e la vivacità espressiva del grande innovatore Baj che, intellettuale inquieto, ha sempre intrecciato l'attività creativa alla riflessione sull'arte. Tra i più importanti artisti italiani contemporanei, Baj, scomparso nel 2003, è interprete principale delle avanguardie degli anni Cinquanta e Sessanta, accanto a Fontana, Jorn, Manzoni, Klein; ha stretto rapporti con Max Ernst, Marcel Duchamp, Elt Mesens, e altri artisti del gruppo CoBra, con il Nouveau Réalisme, il Surrealismo e la Patafisica. Nel 1951 fonda a Milano, con Dangelo e Dova, il "Movimento Nucleare"; nel 1954 con Asgern Jorn il "Mouvement International pour une Bauhaus Imaginiste". Le tre sale del chiostro di Sant'Agostino accoglieranno questo grande puzzle psicologico: tele a tecnica informale, con sagome intagliate nel legno, o dipinte. Forme immaginarie, oniriche, di mostri, di serpenti, di mani, di animali. All'inaugurazione interverranno la vedova dell'artista, Roberta Cerini Baj ed il critico Luciano Caprile. L'appuntamento è alle ore 18. L'ingresso è libero.
PIETRASANTA. Baj inaugura la stagione delle mostre
L'artista Enrico Baj sarà protagonista della primavera espositiva di Pietrasanta, che si terrà nel chiostro di Sant'Agostino dal 16 al 25 maggio. La mostra, sostenuta dal Ministero per i beni culturali, ripropone l'allestimento originario della prima esposizione di Baj allo Studio Marconi a Milano nel 1979. La mostra presenterà opere di Baj, tra cui tele a tecnica informale con forme immaginarie e oniriche, e sarà inaugurata con la presenza della vedova dell'artista, Roberta Cerini Baj, e del critico Luciano Caprile. L'ingresso è libero.
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