In giro per il mondo c'è una forte domanda di "Italia", «che non siamo in grado di soddisfare, è, dunque, necessario un riposizionamento». La soluzione sta, secondo Gianfranco Imperatori, segretario generale dell'Associazione Civita, in una nuova sinergia tra turismo e cultura: «Il primo spiega Imperatori non può più essere pensato solo come terziario; l'altra non può essere vissuta unicamente come succedaneo del turismo». La parola chiave è quella di "distretto culturale", che deve diventare il volano di una nuova politica di sviluppo locale. «Il territorio prosegue Imperatori deve recuperare il ruolo da protagonista, valorizzare le proprie risorse naturali, turistiche, culturali, enoga-tronomiche. Insomma, deve mettere a sistema il patrimonio. Questo è il nuovo modello su cui incardinare la politica industriale. II primo risultato sarà quello della destagionalizzazione dei flussi turistici, perché i visitatori in futuro si muoveranno non solo in funzione del clima». Quello che per ora solo un esperimento Civita ha avviato i distretti culturali di Noto e di Viterbo deve, insomma, diventare un vero e proprio ambito produttivo. «Ci troviamo in una fase di mutazione dei modelli economici sottolinea Imperatori e la cultura rappresenterà un potente motore di sviluppo». Le linee guida di questi nuovi scenari sono state da Civita riassunte in uno studio curato da Pietro Antonio Valentino ("Le trame del territorio. Politiche e sviluppo dei sistemi territoriali e distretti culturali"), di cui si dibatterà oggi presso la sede dell'Associazione (Piazza Venezia 11) alle ore 18.