E' di fatto il primo e più antico parco di ricostruzione storica d'Europa. Il Borgo Medievale del Valentino, ideato nel 1884 da Alfredo d'Andrade, per replicare e riunire in un unico spettacolare complesso case piemontesi sopravvissute al Quattrocento, ispirò persino Walt Disney. Quando giunse in Europa per ritrovare le atmosfere cavalieresche che voleva riprodurre a Disneyland, venne anche a Torino, al Borgo, per vederlo. Ne comprese il grande potenziale attrattivo. Lo esaminò nei dettagli e qui mangiò e si fece fotografare, al ristorante San Giorgio, da dove sta per scattare un'opera di restauro, da 6 milioni e 200 mila euro. I cantieri ristruttureranno e faranno rinascere le linee originarie di un terzo del complesso monumentale, quello dirimpetto alla Rocca, che comprende l'area del ristorante, fra la «Casa di Ozegna» e la «Casa di Mondovì». Ritroveranno l'aspetto che avevano prima di essere modificate da interventi costruttivi impropri, nel secondo dopoguerra. Gli spazi interni, pari a 1200 metri quadri, verranno rimodulati, per realizzare un grande centro di accoglienza turistica: due ristoranti, una birreria, una caffetteria e un albergo «di charme». Il progetto, inserito dall'assessore Fiorenzo Alfieri fra quelli di «massima priorità» da finanziare per i 150 anni d'unità italiana, è pronto per l'appalto. Richiederà un anno e mezzo di lavori. L'intervento architettonico, condotto sotto egida della Soprintendenza rappresentata da Daniela Biancolini, è ideato dagli architetti Ferdinando Fagnola e Stefano Trucco, affiancati dai paesaggisti Paolo Pejrone e Franco Brugo, con il coordinamento di Enrica Pagella, Diego Giachello e Filippo Ghisi, di «Torino Musei». «Realizzeremo servizi - spiega Pagella - d'alta qualità e alta tecnologia, in atmosfere di grande fascino, nel cuore del parco del Valentino». «L'approccio - interviene Fagnola - riarrederà gli interni, debitamente restaurati, con elementi di design odierno. Evocheranno l'antico, ma senza imitarlo. Si mescolerà tradizione e tecnologia, con quel temperato equilibrio minimalista che piace a Torino». Sotto il profilo architettonico verrà ricostruito l'affaccio sul fiume. Sarà un dehors, dove Pejrone ricollocherà gli alberi storici che si ammiravano nelle cartoline prebelliche. Verrà recuperata la terrazza sovrastante il San Giorgio, dove alla fine degli Anni 40 si danzava e si organizzavano sfilate di moda. L'insieme offrirà un ristorante di lusso da 40 coperti, attiguo a un altro, meno formale, da 100 posti. Entrambi i locali saranno serviti da una cucina in grado di soddisfare chef di rango. Sull'antica terrazza verrà allestita una birreria da 108 posti, aperta fino a tarda notte. «Vini, birre e cibi, serviti ed ac-quistabili, saranno tutti piemontesi e di qualità» assicura Pagella. «Il salone del ristorante - nota Fagnola - sarà organizzato ad isole. In quella centrale si mangerà. Intorno vi saranno quelle che venderanno l'enoga-stronomia del territorio. Particolare attenzione è stata riservata all'acustica, per evitare il brusio di fondo».