GATTATICO. Nel paese dei Cervi, nasce la Biblioteca-Archivio che racconta la grande vicenda del movimento contadino italiano. Con l'acquisizione del monumentale fondo di Emilio Sereni saranno Romano Prodi e Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna, ad inaugurare domani - nel podere dei Campi Rossi, tra Gattatico e Campegine, in provincia di Reggio Emilia - la nuova sede della Biblioteca Emilio Sereni e dell'Archivio storico nazionale dei movimenti contadini italiani. L'edificio è stata costruito, con finanziamenti del Ministero beni culturali e con la supervisione della Sovrintendenza regionale ai beni architettonici, di fianco all'antico casolare della famiglia Cervi, ove vissero i sette fratelli fucilati dai fascisti, simbolo della lotta partigiana ed ora moderno Museo della Resistenza e del movimento contadino. Con l'apertura della nuova struttura, articolata in due piani e rispettosa nella forma e nelle dimensioni dell'attigua casa-museo, si completa un percorso rivolto a consolidare la vocazione storica e scientifica del luogo, che già da tempo è sede di importanti iniziative didattiche e culturali, oltre che meta di visitatori provenienti da tutta Italia. La Biblioteca-Archivio ospita una documentazione unica (circa 22.000 volumi e oltre 200 testate periodiche) per la ricchezza di documenti, studi, analisi che abbracciano tutta l'Italia. Conservato fino al 2003 nella sede romana dell'Istituto intitolato a papa Alcide Cervi, che ne è il gestore, questo patrimonio si è sviluppato nell'arco di un trentennio a partire dalle carte e dai libri di Emilio Sereni, appassionato studioso del mondo contadino. Proprio Sereni, che ebbe un ruolo di primo piano nella Resistenza, partecipò all'Assemblea costituente, ricoprì incarichi di direzione nel Pci e nell'Alleanza nazionale dei contadini, (ora Cia, confederazione italiana agricoltori), nei suoi ultimi anni di vita fu tra i promotori dell'Istituto Cervi. Volle donare alla Confederazione agricoltori, tuttora soda dell'Istituto Cervi, il suo patrimonio di libri e documenti, che ancora oggi è un punto di riferimento imprescindibile per gli studi in materia di agricoltura. L'anno scorso - in occasione del doppio anniversario: cento anni dalla nascita e trenta dalla morte - furono organizzate iniziative in varie parti d'Italia per ricordare la figura e l'opera di Sereni, nonché per valorizzare e diffondere la sua eredità. Al Fondo Sereni, nel corso degli anni, si sono aggiunti altri materiali documentali, donati o affidati in deposito da organizzazioni sindacali e da privati. «La decisione di trasferire a Gattatico l'Archivio storico nazionale dei movimenti contadini italiani e l'Archivio personale di Emilio Sereni - spiega Rossella Cantoni, sindaco del Comune e attuale presidente dell'Istituto Cervi - rappresenta un segno forte delle Istituzioni e cooperative locali, che hanno sostenuto il progetto, che hanno così sottolineato la volontà di dare nuovo impulso e valore alla ricerca e allo studio della storia delle campagne italiane e del mondo contadino proprio partendo dall'unicità della storia reggiana». Con la riunificazione, si costituisce dunque un grande luogo della memoria-polo di ricerca. «Ci proponiamo - dice ancora la Cantoni - come punto di collegamento per creare una rete, stabilire collaborazioni, condividere studi, affrontare i temi dell'agricoltura, della sociologia rurale, della storia e dell'evoluzione del paesaggio agrario. Particolare attenzione ci sarà verso le scuola nell'offerta di specifici progetti didattici in campo agrario e storico, in sinergia con il Museo Cervi e con il parco agro-ambientale sorto nel podere dei Campi Rossi». Dopo l'inaugurazione istituzionale, sono già in programma diverse incontri scientifici ed iniziative editoriali. Il primo, lunedì 15, è un seminario al quale interverranno numerose personalità del mondo accademico.
Compagni, dai campi... al museo
La Biblioteca Emilio Sereni e l'Archivio storico nazionale dei movimenti contadini italiani si inaugurano domani a Gattatico, in provincia di Reggio Emilia. La nuova sede è stata costruita nel podere dei Campi Rossi, dove vissero i sette fratelli Cervi, uccisi dai fascisti. La biblioteca ospita una documentazione unica di circa 22.000 volumi e 200 testate periodiche. Il patrimonio è stato donato da Emilio Sereni, che partecipò all'Assemblea costituente e fu un importante studioso del mondo contadino. L'inaugurazione è stata organizzata con la supervisione della Sovrintendenza regionale ai beni architettonici e con finanziamenti del Ministero dei beni culturali.
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