Passeranno al Comune, dopo un transito alla Regione, le aree demaniali di San Bartolomeo, a ridosso di Sant'Elia. L'impegno è stato sottoscritto ieri a Roma nel corso di un incontro nella sede dei Monopoli di Stato tra rappresentanti degli stessi Monopoli, dell'Agenzia del Demanio, della Regione, del Comune e dell'Avvocatura dello Stato. L'intesa prevede il trasferimento delle aree alla Regione la quale, a sua volta, si impegna a trasferirle al Comune, così come previsto dall'articolo 14 dello Statuto speciale. L'area in questione è in parte libera (per capire quella dove a ridosso del Natale viene installato il circo o il parco giochi Matherland) e in parte costruita. È quella in cui negli anni '90 è stato realizzato un Piano di Zona dove le cooperative hanno realizzato circa 300 appartamenti. Comune e Iacp avevano iniziato, senza concluderle, le procedure per gli espropri, poi avevano occupato i terreni. Ora deve pagare il corrispettivo all'Agenzia del Demanio. Un indennizzo da quantificare. Anche le aree libere devono essere periziate e valutate prima di essere cedute. Per questo l'accordo di ieri rappresenta solo l'inizio di un percorso che durerà almeno un anno. Ma non sarà possibile costruire altri palazzi. L'area è destinata dal Puc a servizi di interesse generale e servizi sportivi. SU STANGIONI. Ci sono, intanto, segnali positivi nella complicata partita di Sui Stangioni, una delle zone di espansione della città dove, dopo oltre 15 anni, il Comune ha deciso di realizzare nuovi Piani di Zona per favorire la costruzione di case a costi accessibili. Il sindaco ha sollecitato l'assessore all'Urbanistica a definire i percorsi politicoburocratici in tempi brevi. «Dobbiamo dare una risposta ai cittadini che aspettano », ha detto il sindaco. Circa 150 piccoli proprietari attendono dall'inizio del 2007 che il Consiglio comunale esamini una proposta di Piano di Zona, peraltro sollecitata con atti formali dal Comune, che in questo caso non esproprierà i terreni per ragioni economiche. La delibera è da un anno all'ordine del Consiglio comunale, che non la discute. I proprietari avevano protestato vivacemente. «Ci chiedete di progettare, noi ci esponiamo economicamente, lavoriamo a lungo e poi ci sbarrate la strada», è la sintesi della loro protesta. «Vogliamo pianificare la Città ideale, vogliamo pianificarla tutta insieme, non a brandelli e per farlo collaboreremo con ottimi architetti», aveva risposto l'assessore. Ecco, Floris ha detto: gli architetti, se ci sono, facciano in fretta.