Il nuovo ospedale non si deve muovere da San Filippo. Quella è la collocazione «migliore» che nessuno, dalla Provincia alla Regione, ha contestato al momento di sottoscrivere l'accordo di programma nel 2005. E il Comune non ha alcun bisogno di modificare il piano strutturale per costruirlo «visto che l'area indicata ha già una destinazione a «sistema di servizi». L'ex sindaco Pietro Fazzi non risparmia nessuno. Attacca chiunque voglia «far credere» che il nuovo ospedale non si possa costruire a San Filippo, come programmato a suo tempo. Compresi gli ex alleati di amministrazione di An e Fi: «Non è comprensibile come oggi i consiglieri regionali Giuliana Baudone (An) e Maurizio Dinelli (Fi) siano contrari a questa operazione, quando il 23 dicembre 2002 hanno votato il piano sanitario regionale 2002-2004 che metteva in vendita gli ospedali da dismettere, compreso Campo di Marte». Gli attacchi più forti, comunque, Fazzi, oggi consigliere provinciale della lista Liberi e Responsabili, li riserva a Comune e Provincia. A palazzo Orsetti, l'ex sindaco ricorda «che non ha alcun obbligo di cambiare il piano strutturale per realizzare l'ospedale a San Filippo. La verità è che l'amministrazione vuole cambiarlo e la questione della difformità fra regolamento urbanistico e piano strutturale (riguardo alla destinazione d'uso dell'area di San Filippo) rischia di apparire pretestuosa e strumentale. Infatti, la zona è regolamentata dalla stessa normativa che vale per l'ex Bertolli o per il parco di S. Anna dove le operazioni e gli insediamenti in corso non hanno richiesto modifiche al piano strutturale». Con la Provincia, Fazzi affonda ancora di più il coltello: «Lo strumento urbanistico con il quale palazzo Ducale regolamenta lo sviluppo del territorio - sottolinea l'ex sindaco - è il piano territoriale di coordinamento. All'articolo 93 delle norme di attuazione la Provincia, ai sensi della normativa vigente, si impegnava a recepire la programmazione regionale. In sostanza - spiega Fazzi - nel Ptc la Provincia si impegnava a recepire le decisioni prese dalla Regione in materia di politica sanitaria (e relativi insediamenti) d'accordo con il Comune. Se era contraria, perché non ha impugnato subito la scelta di San Filippo?».