Il re degli Assiri che lo fece costruire lo battezzò il «Palazzo senza rivali» e così dev'essere stato davvero. Aveva una sala del trono lunga cinquanta metri e altre poco più piccole, ma tutte con le pareti coperte da gigantesche lastre d'alabastro sulle quali gli scultori realizzarono a bassorilievo il più grande e complesso ciclo narrativo che sia mai stato concepito. Su quelle lastre alte quasi tre metri, affiancate l'una all'altra, scorrevano come su una gigantesca pellicola scene di combattimenti, sfilate di armati, episodi di assedio, scene di caccia, celebrazioni di vittorie, cortei di dignitari, colonne di prigionieri, stragi di vinti. Tutta la gloria di Sennacherib, il re assiro vissuto tra l'VIII e il VII secolo avanti Cristo, venne rappresentata nel suo palazzo reale di Ninive, la capitale dell'impero, le cui rovine si trovano a poca distanza da Mossul, nell'Iraq settentrionale. Alla morte di Sennacherib, fu Assurbanipal ad abitare e arricchire d'opere d'arte il «Palazzo senza rivali», poi l'impero crollò, il palazzo cadde in abbandono e i secoli ammucchiarono sabbia sulla potenza assira. Furono gli archeologi dell'Ottocento a ritrovare l'antica Ninive e gran parte delle grandi lastre scolpite fini nei più celebri musei europei, ma il «Palazzo senza rivali» non si lasciò strappare le meraviglie della sala del trono e di un altro paio di ambienti che solo una trentina di anni fa rivelarono i loro segreti agli archeologi iracheni. Domani e dopodomani quei bassorilievi sfregiati dal tempo e dall'abbandono seguito al dramma delle due guerre che hanno sconvolto l'Iraq, saranno protagonisti di una mostra e di un convegno promossi dalla Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea e organizzata nella sede dell'Accademia Reale del Belgio, a Bruxelles, dall'Istituto Italiano di Cultura. Non una mostra di sculture, data l'inamovibilità di questo genere di reperti, ma di particolari immagini realizzate quasi in grandezza naturale durante la campagna di rilevamento fotogrammetrico effettuato negli scorsi anni in previsione dell'intervento di restauro che doveva passare alla fase esecutiva proprio un mese dopo l'inizio dell'ultimo conflitto. Immagini che hanno permesso agli specialisti del nostro Istituto Centrale del Restauro di mettere a punto un programma di interventi che dovrebbe vedere impegnati anche i restauratori iracheni e che potrà iniziare appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. «E' stato un lavoro impegnativo e preziosissimo spiega il professor Antonio Invernizzi, dell'Università di Torino, che ha partecipato all'elaborazione del Progetto Ninive, fortemente voluto da Giuseppe Proietti, direttore generale per i Beni Culturali . Sono state realizzate migliaia di immagini che data la particolare sottigliezza del bassorilievo hanno imposto speciali tecniche di ripresa per evidenziare particolari altrimenti invisibili. «La parte decorata copre alcune centinaia di metri quadri di superficie e mostra raffinate scene di guerra e di caccia, inserite in un ambiente naturale caratterizzato da una linea d'orizzonte ondulata e da diverse notazioni paesaggistiche. Già quando vennero scoperte, le lastre della sala del trono mostravano ampie lacune e una cattiva conservazione; in condizioni nettamente migliori, invece, le lastre della seconda sala e dei piccoli locali annessi ancora completamente rivestiti di bassorilievi. Purtroppo però, l'abbandono di questi ultimi anni ha prodotto danni serissimi. «L'ultima volta che ho visitato il Palazzo è stato nel gennaio scorso: le tettoie di lamiera che proteggevano i bassorilievi sono in gran parte scomparse e così pioggia, vento e sabbia hanno fatto il loro lavoro disgregante. Ma è stata certamente l'escursione termica a causare i danni maggiori. Le lastre scolpite sono di alabastro e molte sono crollate su se stesse. I pezzi scolpiti sono dispersi tutt'intorno e temo che i pezzi più piccoli siano stati trafugati. Ma quanto è rimasto è ancora un patrimonio unico: il progetto di restauro potrebbe salvarlo». Occorrerebbe fare presto, ma i tempi della guerra non promettono nulla di buono.
Quei bassorilievi assiri che l'Italia vuole salvare
Il Palazzo senza rivali, costruito dal re assiro Sennacherib, è stato scoperto di nuovo dopo anni di abbandono. Le sue lastre d'alabastro, decorate con bassorilievi, sono state scattate in immagini in grandezza naturale durante una campagna di rilevamento fotogrammetrico. Queste immagini hanno permesso agli specialisti di mettere a punto un programma di interventi di restauro, che potrà iniziare appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Le lastre mostrano scene di guerra, caccia e celebrazioni, e sono state realizzate con tecniche speciali per evidenziare particolari altrimenti invisibili.
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