Dal prossimo settembre in Pinacoteca la mostra promossa dal Comune e dalla Soprintendenza ------------------------------------------------------ A due anni esatti dallinaugurazione della mostra dedicata a Annibale Carracci, dal prossimo 27 di settembre e fino alla prime settimane del 2009 la Pinacoteca Nazionale di Bologna ospiterà il corpus pressoché completo delle opere di Amico Aspertini (1474-1552), diversamente sparse ai vari angoli del mondo, a ricostruzione della figura e del genio di un artista eccentrico, erratico e radicale che ha attraversato per intero la cultura figurativa della prima metà del Cinquecento, spostandosi tra Bologna, dove nacque, e il resto della penisola - a Roma, a Venezia, a Firenze. È un pittore pressoché misconosciuto e però fatto oggetto di appassionata ammirazione quando non di autentico culto da parte della comunità internazionale degli studiosi. Le sue opere sono davanti agli occhi di chiunque attraversi piazza Maggiore, entri in San Petronio o, scendendo lungo via Zamboni, nelloratorio di Santa Cecilia o nella chiesa di San Giacomo: sono sue le sculture nelle lunette delle porte laterali di San Petronio (Seppellimento della moglie di Giacobbe e Cristo e Nicodemo), sua la Pietà dipinta nella quinta cappella a destra della basilica e sue le Storie di San Petronio sulle portelle dellorgano; suoi gli affreschi del Martirio e del Seppellimento dei Santi Valeriano e Tiburzio in Santa Cecilia, e il fregio, le Sibille e lAnnunciazione in San Giacomo. Eppure, i cronisti suoi contemporanei e pure i successivi, descrissero Aspertini, che era per giunta mancino, e anzi ambidestro, come un «vagabondo», «lazzarone», «capriccioso e di bizzarro cervello». Fu per primo Roberto Longhi a risarcirne la grandezza, parlandone come del «Cranach bolognese»: permeabile alla temperie e allespressionismo della pittura del Nord per il tramite degli studenti tedeschi che frequentavano lantico Studio, così come al magistero degli artisti del Rinascimento italiano - che conobbe tutti -, sensibilissimo alla lezione di Dürer, che fu a Bologna nel 1504, e tanto inquieto dinanzi agli ideali di armonia classica compositiva da apparire, per eccellenza, lanti Raphael. La mostra «Amico Aspertini, artista bizzarro nelletà di Dürer e Raffaello», annunciata e illustrata ieri in Cappella Farnese da quanti concorrono alla sua realizzazione, è curata Daniela Scaglietti Kelescian e Andrea Emiliani, già soprintendente e direttore della Pinacoteca; e saranno le sale del Rinascimento del museo di via Belle Arti, che conserva il maggior numero di dipinti, a accoglierne il percorso, esteso a un significativo nucleo di quadri di pittori coevi, da Dosso a Dürer, da Raffaello a Filippino Lippi e al Perugino, e naturalmente i concorrenti Costa e Francia, e, fuori le mura museali, a itinerari cittadini e alla Rocca Isolani di Minerbio. È la terza mostra della tetralogia perseguita dallassessore alla cultura Angelo Gugliemi nel solco della lezione di Roberto Longhi: dopo Primaticcio (2005) e Annibale (settembre 2006-gennaio 2007), e prima di Morandi (a settembre al Metropolitan di New York e a gennaio 2009 al Mambo di Bologna), con cui si concluderà «la stagione dei quattro anni e mezzo di assessorato». Ma a differenza della mostra di Annibale, voluta dallassessorato e da questo affidata allorganizzazione di Electa, nata a Bologna e «replicata» a Roma, il modello della mostra di Aspertini rinnova limpianto delle biennali darte antica: si realizza infatti in coproduzione tra il Comune (che vi ha investito 400mila euro) e la Soprintendenza al patrimonio storico artistico (cui fa capo lintera organizzazione dalla richiesta dei prestiti allallestimento), con il plauso del sindaco Sergio Cofferati, che ieri ha sottolineato come «la collaborazione tra istituzioni è una grande valore per la città», e il concorso non solo finanziario delle due fondazioni bancarie, Carisbo (300mila euro) e del Monte (200mila), e della Società di Santa Cecilia. La Fondazione Carisbo ha colto loccasione per una nuova acquisizione: la tavola della Natività della Vergine, acquistata sul mercato antiquario di Parigi. La Fondazione del Monte dal canto suo sostiene un programma di importanti restauri.
BOLOGNA - Amico Aspertini - Limprevedibile e inquieto genio che turbò lideale di Raffaello
La Pinacoteca Nazionale di Bologna ospiterà una mostra su Amico Aspertini, un pittore eccentrico e radicale del Cinquecento, dal 27 settembre 2008 al 2009. La mostra è curata da Daniela Scaglietti Kelescian e Andrea Emiliani e sarà ospitata nelle sale del Rinascimento del museo di via Belle Arti. La mostra è parte di una tetralogia di mostre sulla storia dell'arte bolognese, insieme a Primaticcio, Annibale Carracci e Morandi. La mostra è stata finanziata dal Comune, dalla Soprintendenza al patrimonio storico artistico e da fondazioni bancarie, e sarà aperta al pubblico. La mostra sarà anche accompagnata da itinerari cittadini e da mostre in altre istituzioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo