VENERDÌ, 14 MARZO 2008 Pagina XIII - Napoli Presentato lo studio dellorganizzatore del Nauticsud Lino Ferrara. Ma Acen e Regione puntano sui progetti già in corso È polemica per lassenza del Comune, dellAutorità portuale e della Soprintendenza Cascetta: 7mila posti barca in più nel 2011 -------------------------------------------------------------------------------- Vigliena, si comincia. «Prima dellestate», annuncia Ambrogio Prezioso, e stavolta gli pare davvero la volta buona. Sospira. «Possiamo finalmente partire coi lavori per il porto turistico, ma abbiamo già accumulato sei anni di ritardo», ricorda il presidente napoletano dei costruttori. Il project financing per 850 posti barca comincerà insieme a una parte delle operazioni di bonifica. È il primo dei tre porti messi in agenda in Campania senza contributi pubblici. Gli altri due: Castelvolturno e Arechi. Gli altri sette porti immaginati tra Napoli e dintorni da Lino Ferrara, organizzatore del Nauticsud, e presentati ieri da Sergio Mancuso di Ambrosetti spa (la società che ha curato lo studio di impatto sociale) sono «sogni di un diportista», come spiega lo stesso Ferrara. Però aprono un dibattito sul tema e una riflessione più ampia su quella Napoli che Rosa Russo Iervolino, il 22 febbraio scorso, ha definito «la città del fare». Aprono pure una polemica. Su sette porti (via Caracciolo, darsena Acton, Bagnoli, Nisida, Pozzuoli, Molosiglio, Mergellina), sei sono immaginati in città. Ma per gettare uno sguardo alle proposte illustrate alla Mostra dOltremare, non si muove nessuno dal Comune, nessuno dalla Soprintendenza, nessuno dallAutorità portuale. Sono i soli che, volendo, potrebbero decidere. A differenza della Regione, che ha competenze sui porti turistici extra Autorità. Eppure Ennio Cascetta, assessore ai Trasporti, è lì. Anche solo per dire che si tratta di «fotomontaggi senza studi di fattibilità alle spalle». Le assenze fanno scattare Uberto Siola, tra i presenti alla tavola rotonda moderata da Bruno Vespa e stimolata dagli interventi dei direttori Orfeo ("Il Mattino"), Demarco ("Corriere del Mezzogiorno") e Ruffo ("Il Denaro"). Così larchitetto: «È imbarazzante che non ci sia nessuno a rappresentare il Comune. Al punto da chiedersi se in questa città ne esista davvero uno». LAutorità portuale nel pomeriggio diffonde una nota. Ribadisce che il piano regolatore prevede tre porti turistici (Vigliena, Molosiglio e Bagnoli) e la riqualificazione di un quarto (Mergellina). Fa il punto sullo stato dei progetti e replica: «Sarebbe davvero singolare addossare allAutorità portuale la responsabilità di ritardi nella realizzazione di queste opere». E le proposte che arrivano dal Nauticsud? Siola accenna: «Non mi sembrano percorribili così come sono, però battiamo questa linea. Discutiamone caso per caso con degli accordi di programma». Con Prezioso i costruttori osservano: «Andiamo avanti prima con quello che è già avviato». Peraltro a Bagnoli, la Soprintendenza ribadisce tutte le volte che può il suo no al porto canale. E non soltanto lì. Cascetta ricorda i due anni perduti a Torre del Greco nella battaglia legale davanti a Tar e Consiglio di Stato, e racconta quella in corso a Torre Annunziata per la scogliera anti-insabbiamento da 2 milioni e mezzo. In tutto i cantieri bloccati per vincoli sono 20. «Quelli aperti sono 70: dal rifacimento di banchine a opere con cui porteremo presto i posti da 12mila a 16mila e 600. Già così - ricorda lassessore regionale ai Trasporti - siamo al terzo posto in Italia, e non mi pare che la Campania possa vantare tanti terzi posti in altri settori. Ma vogliamo essere primi, perciò entro il 2011 i posti barca diventeranno 23mila. Su Napoli non siamo competenti noi, ma Autorità portuale e Soprintendenza. Però basta con il Napoli-centrismo». E cita il lavoro svolto a Castellammare (dove però le opere a terra sono ferme), Sapri (1.200 posti), Procida (450), il progetto di Eisenman per Pozzuoli e per Waterfront, e poi Casamicciola, Acciaroli, Maiori, lattesa per i project financing di Castelvolturno, Arechi e Vigliena. «Con quelli raggiungiamo la Liguria. Saremo alla pari di Valencia e di Barcellona. Questo dibattito mi pare che arrivi con 8 anni di ritardo. Quando sono giunto in Regione, i porti erano 54 e avevano il 70 per cento dei posti privi di luce e di acqua. Lungo i 450 chilometri di costa, non cera neppure un cantiere aperto», osserva Cascetta. «Capisco che ora esista una coperta di rifiuti su tutto il resto. Ma per fortuna quando lemergenza sarà finita e quando sarà partita loperazione di recupero immagine, ci accorgeremo tutti che qualcosa sotto il tappeto di rifiuti cera».