Il Comune non andrà alla Conferenza dei servizi: "Inevase le nostre richieste" Il destino della valle è segnato. Sono in corso trattative per una morte indolore. Lassù in alto, sul viadotto Bellosguardo, scorre il traffico incessante dellautostrada. Con i lavori della terza corsia, la valle di Bellosguardo sarà colmata con un milione e 700 mila metri cubi di terra e roccia provenienti dagli scavi delle gallerie e portata allaltezza dellautostrada. E qui sorgerà unimmensa area di servizio, la più grande dItalia, con centinaia di posti per camion e auto. Dice il sindaco di Barberino di Mugello Gian Piero Luchi, Partito Democratico: «Non abbiamo mai detto no alle grandi opere. Lautostrada ha portato benessere a Barberino. Siamo consapevoli di dover sacrificare parte del territorio per il "bene comune", ma sempre avendo a cuore la tutela e il rispetto del territorio e dei cittadini che vi abitano e lo curano». Il 19 settembre 2006 - ricorda il sindaco - tutto il consiglio comunale allunanimità, inclusi Forza Italia e Rifondazione, disse sì allarea di servizio, avanzando però numerose riserve e richieste di ridimensionamento del progetto di Autostrade, cui si sono aggiunte altre raccomandazioni dei Ministeri dellambiente e dei beni culturali. Nel Mugello trafitto dai cantieri dellalta velocità, della variante di valico e della terza corsia dellAutosole, i comitati non si oppongono alla grandi opere ma chiedono che non si trasformino in grandi scempi. Le famiglie che vivono nella frazione di Cornocchio sono sotto shock. Avevano fatto una scelta di vita. Verde, natura, silenzio. Ora si aspettano anni di cantieri, con area di betonaggio e frantumazione inerti, 300 camion al giorno, polveri, rumori incessanti. E alla fine una spianata che accoglierà centinaia di Tir. «Finché non saranno soddisfatte le richieste del consiglio comunale - annuncia il sindaco Luchi - questa amministrazione non parteciperà ad alcuna Conferenza dei servizi, tanto meno quella convocata per il 3 aprile». Ciò perché nel progetto definitivo della terza corsia appena depositato da Autostrade non vi è alcuna risposta alle riserve e alle richieste del Comune e dei Ministeri. «E un equivoco», replica a distanza lingegner Gennarino Tozzi, direttore Nuove Opere di Autostrade: «Osservazioni, prescrizioni e istanze del territorio saranno accolte in Conferenza dei servizi e trasfuse nel progetto. Quelle che conosco sono tutte ricevibili». Ma perché sacrificare una valle come Bellosguardo? «Perché è la giusta sintesi di tutta una serie di esigenze, è la scelta più equilibrata, condivisa da Comune, Regione, Ministero dellAmbiente», sostiene lingegnere: «Era necessaria unarea di servizio degna della variante e del raddoppio dellautostrada ed era necessario realizzarla prima dellattraversamento dellAppennino, per avere un luogo dove fermare i camion in caso di neve. E stata scelta per questo, e non per depositare il materiale di risulta, anche se da qualche parte bisogna metterlo».