NAPOLI - Come per la libreria Treves nel 2004, lappello al soccorso lanciato dai vertici e soci del Circolo Artistico Politecnico di piazza Trieste e Trento, in procinto di passare ad una società edile del Napoletano - a meno che il ministero o gli Enti locali non decidano di esercitare il diritto sullacquisto entro la fine di aprile - è stato subito raccolto dalla cittadinanza, politici ed intellettuali. Per primi si sono mossi i circoli cittadini, tutti, dalla Canottieri al Tennis Club: ieri pomeriggio al Nautico Posillipo è stato firmato un nuovo appello al Capo dello Stato, al ministro Rutelli, Bassolino, Di Palma e Iervolino dai presidenti Mazzone, Piscicelli, Mottola Di Amato, Dalla Vecchia, Buonaiuto, Caccese, Aversano, Rosini e Serra. Col presidente dellArtistico Politecnico Adriano Gaito auspicano che Rutelli «eserciti il diritto di prelazione nei tempi brevissimi» e compulsano gli altri perché il Circolo «non venga offerto alla speculazione privata» e la città non venga «umiliata con lennesima perdita di un riferimento associativo storico». Inoltre, dalla parte del Circolo si sarebbero già schierati Sergio Marotta, Mirella Barracco, il filosofo Eugenio Mazzarella ed il ministro Nicolais. Debiti bancari per un milione di euro hanno condotto alla vendita della sede in piazza Trieste e Trento 48, acquistata da una edile di Afragola per 3 milioni 410 mila euro: la società, benché non ne sia ancora in possesso, ha già chiesto lannullamento del vincolo sullimmobile (di costruzione, duso e destinazione) al ministero ed alla soprintendenza, che tuttavia ha una stima diversa del valore dellimmobile e dei suoi beni: 480 opere darte, biblioteca e arredi preziosi che pure passeranno alla edile se entro il 27 aprile il ministero o gli Enti locali non copriranno lofferta. I rappresentanti legali del Circolo, Marinella De Nigris ed il civilista Paolo Di Martino, chiedono accertamenti sulliter della vendita e oppongono ricorso ravvisando «vizi» e «irregolarità» nelle procedure di gara, ritardi nelle comunicazioni al Circolo e rimarcando anche lassenza, negli atti, di una valutazione dei beni e di riferimenti ai vincoli storici. Tre milioni 410 mila euro divisi per i 1700 metri quadri del Circolo fanno 2000 euro a metro quadro, a piazza Trieste e Trento. La perizia ordinata dal sovrintendente Guglielmo, invece, si attiene ai valori delle tabelle del Demanio e stima 6000 euro al metro quadro, quasi 8 milioni di euro per lintero immobile, che diventano quasi 1o milioni se sommati al valore del patrimonio di opere darte, libri, arredi e collezione di foto depoca, pure stimato da Guglielmo sommando complessivamente un milione e 350 mila euro. Insomma, la vendita dellantica sede della Società degli Artisti abitata da Scarfoglio, dalla Serao, dai De Filippo, così comè, è un regalo storico. «Stranamente il magistrato non ha tenuto conto del valore delle opere», rileva anche Guglielmo. «Al ministero basterebbe versare la somma del privato e poiché il debito è di circa un milione, con il resto della somma il Circolo potrebbe essere restaurato con adeguamenti impiantistici prevedendo sezioni espositive». «Una collezione unica di artisti napoletani otto-novecenteschi - rileva il presidente onorario del circolo, Fulvio Tessitore - accanto allultimo esempio di una sala del Comencini (le altre in Italia sono andate distrutte) meritano tuttaltra destinazione». Tessitore vorrebbe una sala di lettura universitaria sul modello inglese. Il sovrintendente Guglielmo, invece, un museo aperto ai seminari e convegni di Palazzo Reale. La partita è ancora in gioco.