È maestoso. Una reggia. Ma anche pieno di segreti e di misteri. Palazzo Pitti, a Firenze, è una delle mete obbligate (almenoesternamente) dei turisti che quotidianamente «pettinano » la città. Ospita vari musei (Galleria Palatina, Museo degli Argenti, Galleria d'arte moderna, Galleria del Costume) e tra il XVI e ilXIX secolo è stato la residenza di tre dinastie regnanti d'Europa, i Medici, i Lorena e i Savoia. Oggi il complesso museale di Palazzo Pitti è dello Stato e al suo interno, anzi alle propriefondamenta , sta rinascendo il più grande e variegato deposito della Soprintendenza speciale per il Polo museale fiorentino. È il cosiddetto Deposito del Rondò di Bacco (dal nome del teatro che che lo sovrasta) e il cui restauro - curato dall'architetto Mauro Linari, dopo 4 anni di lavoro e 480mila euro di spesa - nel giro di qualche mese sarà finalmente completato. Noi abbiamo avuto la possibilità di visitarlo in anteprima scoprendo, nella zona meridionale dei sotterranei, una vasta area d'importanza archeologica. Sono infatti tornate alla luce diverse decine di metri di edifici medievali, sui quali è stata costruita la piazza, e perfino delle antiche fogne della Firenze del XII-XIII secolo. Inoltre è stato rinvenuto un passaggio che conduce verso la parte più bassa della piazza, verso via Maggio. Si tratta dell'inizio del tunnel che una volta univa Palazzo Pitti con l'abitazione di Bianca Cappello e che il granduca Francesco I de' Medici usava per i suoi incontri amorosi con la futura Granduchessa? Deposito in allestimento - Poco meno di 5 anni fa,quandovisitammo tutti i depositi delle soprintendenze fiorentine, quello delRondòdi bacco rimase un mistero perché ci fu impedito di entrare. In effetti chi c'era stato raccontava di ambienti insalubri, disordinati, in cui le opere (dipinti, sculture, cornici e una grande quantità di altri oggetti) erano custoditi senza troppo rispetto per le più elementari regole della conservazione. Oggi è tutto cambiato. Il lungo e meticoloso restauro degli ambienti - che dura ormai da 4 anni - ha significato la trasformazione del deposito inunodegliambienti più all'avanguardia in fatto di custodia di beni artistici. Il deposito è una sorta di conca ricavato sotto circa la metà di palazzo Pitti, diviso in sale e ambienti tutti perfettamente illuminati, dotati di impianti antincendio e di attrezzature per lo stoccaggio dei materiali da custodire. I restauri hanno portato rivelato che Palazzo Pitti poggia su un costone di roccia e si vedono perfettamente i diversi momenti in cui il palazzo venne costruito, prima da Brunelleschi poi dall'Ammannati. Attualmente nel deposito del Rondò di bacco trovano spazio circa 300 cornici, un centinaio di pezzi in ferro battuto, altrettanti vetri (compresi dei lampioni, alcuni dei quali ancora con le candele...), una ventina di pezzi mobilio vario, circa 50 vecchi allestimenti museali, un'ottantina di cavalletti e ben 6 specchiere con relative colonne. A tutto ciò va aggiunta una quantità imprecisata di pezzi d'infissi, porte ed ante di vecchie finestre. Nel primo ambiente che si incontra entrando «da sotto», cioè dallo slargo alla fine di via Guicciardini (il vecchio ingresso della rimessa per le carrozze) c'è un numero imprecisato di dipinti. Tutti sono piùomenocartellinati,manon sono stati ancora né fotografati néschedati nel loro immagazzinamento all'interno del deposito. In qualche caso i dipinti sono lì dalla fine della seconda guerra mondiale e stringe il cuore vederli così dimenticati, in qualche caso «velinati» e perfino strappati. Inuna sola parola: dimenticati. Appena sarà pronto un sistema di reti montate su rotaia ed estraibili, i dipinti di dimensioni inferiori sarannoappesi e inizierà la definitiva schedatura. Comunque questo ambiente presto sarà liberato dai dipinti e ospiterà il museo delle carrozze. La vasca - Nella parte inferiore di questa sorta di conca, grazie al restauro è tornata ben visibile uno spazio che in passato doveva servire come vasca. Lo si capisce sia dalle condutture dell'acquachedalla parte più alta dell'ambiente portano si in basso, sia dal muretto che circonda questa vasca e dalla scaletta che doveva servire per immergervisi. Secondo Linari questa è una delle sorprese più inaspettate del «cuore» di Palazzo Pitti, un ambiente ancora da studiare e da capirne le reali funzioni. Che si trattasse di un'altra zona «termale» oltre a quella già rilevata e nota come «La Muletta»? Per ora lo spazio è occupato da un soppalco costruito coi tubi innocenti, ma presto sarà liberato e sicuramente ne capiremo di più. Sorprese archeologiche - Su un lato del deposito, c'è una porta che conduce in un camminamento che costeggia decine e decine di metri di resti di mura medievali. Si tratta di ciò che resta delle antiche case che sorgevano nella zona dove ora inizia Piazza Pitti. Alcuni metri più avanti, infatti, le antiche mura cedono lo spazio a delle altrettanto antiche fogne d'epoca medievale, poste a 4 metri più in basso. Male emozioni non finiscono qui. Il tunnel dell'amore - L'ultima «scoperta», è un ulteriore camminamento, un tunnel a volta, che si dirige verso via Maggio. Stretto, ma non strettissimo. Strano in quella posizione, perché si interrompe davanti a un muro, che nessuno ha mai indagato prima. In via Maggioaveva casa Bianca Cappello, quando ancora non era Granduchessa ma si incontrava di nascosto col granduca Francesco I de' Medici. Il passaggio èunaleggenda,mala posizione di questo tunnel autorizza a fare delle ipotesi... E se davvero si trattasse del «tunnel » segreto dei due amanti?