"E' una guardia ecologica, adora le ginestre" "Simona Virgili non ha mai toccato le ginestre del Conero alle quali tiene così tanto. Figurarsi, lei fa parte delle giacche verdi". E' l'entusiastica nota a margine dell'avvocato Annalisa Marinelli che ha incassato in un sol colpo tre assoluzioni per la figlia di Massimo, imprenditore del porto, titolare della società "Il Borgo", e suoi due collaboratori Fabrizio Fazi, architetto di 62 anni, e Franco Frisoli, geometra di 65, rispettivamente direttore ed esecutore dei lavori nel parco del Conero finiti sott'inchiesta. Sono stati processati per aver sfregiato con le ruspe il tappeto d'erba e i cespugli dei fiori tanto cari al pittore lombardo Giancarlo Cazzaniga che li immortalava come gemme incastonate negli scenari del Poggio e di Portonovo. Il sospetto che gli escavatori avessero ferito il paesaggio dell'anello della Gradina era valso il sequestro dell'area verde di seimila metri quadrati che dal Poggio scende verso San Germano, messa sotto chiave dagli uomini del Corpo forestale il 14 aprile del 2006. I sigilli erano stati tolti otto mesi dopo, perché la proprietaria dell'area aveva provveduto a ripristinare lo stato dei luoghi e a far ricrescere il manto verde che era stato smantellato. Ieri il giudice monocratico Francesca Zagoreo ha assolto su tutta la linea Simona Virgili e gli altri due imputati. L'intervento riparatore ha cancellato le conseguenze sul paesaggio - tornato come prima - e di fatto, anche il reato ambientale. La sentenza passa un colpo di spugna anche sul deturpamento di bellezze naturali. "Non c'è il danneggiamento previsto dalle norme del Bollettino ufficiale della Regione Marche - osserva l'avvocato Marinelli - c'è stato solo raschiamento del manto erboso, e l'erba è ricresciuta più rigogliosa di prima". A schiacciarla erano stati i mezzi meccanici per creare una nuova strada di accesso all'area, quella precedente era diventata pericolosa. "Per l'intervento era stata chiesta e ottenuta l'autorizzazione del Comune". Caduta a processo anche l'accusa di reato urbanistico, relativo alla costruzione di una linea elettrica con sostegno in cemento armato in una zona protetta, dove è vietato realizzare infrastrutture. "Non era stata creata una nuova linea - riprende la Marinelli - ma fori sul terreno e sotto i tubolari di cemento armato dovevano evitare che si chiudessero. L'impianto di illuminazione era previsto in un progetto che aveva avuto il benestare dell'amministrazione". Dunque, nessuna violenza al Conero, parola di Simona Virgili, guardia ecologica. Per il giudice ha ragione lei. E.C.
ANCONA - Ruspe sul Conero Assolta Simona Virgili
Un gruppo di persone, tra cui l'avvocata Annalisa Marinelli, ha assistito a un processo in cui tre imputati, Simona Virgili, Fabrizio Fazi e Franco Frisoli, erano accusati di aver danneggiato il paesaggio del Conero, un parco naturale in Italia. I tre imputati erano stati accusati di aver sfregiato con le ruspe il tappeto d'erba e i cespugli dei fiori del parco, danneggiando il paesaggio. Tuttavia, il giudice ha assolto tutti e tre gli imputati, affermando che l'intervento riparatore aveva cancellato le conseguenze sul paesaggio e che l'erba era ricresciuta più rigogliosa di prima.
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