Istituito a Nocera il Centro per il restauro della foto Catalogate e messe in rete in otto mesi di lavoro, ora sono visibili sul sito Internet -------------------------------------------------------------------------------- La nuova vita delle 45.000 fotografie conservate nellarchivio di Nocera Inferiore è ricominciata dopo due secoli e mezzo di buio. Estratte da vecchie casse di legno mai aperte prima dallora, ritrovate per caso in cantina, scovate nel fondo di un cassetto. Tutte apparentemente irrecuperabili, assalite da muffa, a volte segnate da vernice, calce eppure così preziose. Tanto da far lavorare con una marcia in più i restauratori del "Centro Provinciale per il Restauro e la Conservazione della Fotografia" che, alla fine, le hanno recuperate, consegnando ai proprietari un pezzo di memoria personale e al futuro i segni tangibili di unaltra epoca vissuta dalla Campania. Quella della produttività delle fabbriche di conserve, dei cotonifici "degli svizzeri" della provincia di Salerno e delle traversate oceaniche degli emigranti. Immagini pulite, trattate, conservate, archiviate e infine digitalizzate dagli operatori del centro, rese consultabili al pubblico, frutto del lavoro su 2.043 fototipi che si è appena concluso con il sostegno della Regione (la legge regionale 122005 ha concesso loro un contributo di 49mila euro). Le fotografie sono state restaurate, catalogate e messe in rete in 8 mesi di lavoro e ora sono visibili anche sul sito web (www. ildidrammo. it www. restaurofoto. it.). Si ritrovano momenti vissuti nella Fabbrica Conserviera Florio Pontecagnano negli anni Cinquanta, con le operaie al lavoro riprese mentre inscatolano pomodori, mentre stoccano a mano, una per una, centinaia di confezioni di conserve, donne in camice blu immortalate mentre consegnano il vassoio con le scatole riempite fino allorlo di pelati, le cosiddette "marchette" valide per il pagamento della giornata di lavoro. Le foto provengono dal Fondo Buscetto, imprenditore dellomonima azienda con sede a Nocera che forniva alle industrie conserviere i macchinari per linscatolamento. Unaltra sezione è composta dal ricchissimo fondo GiovanBattista Bertolan, fotografo di Nocera: limmagine su nitrato di cellulosa con il dirigibile ancorato al porto nella guerra italo-turca del 191112, il matrimonio di giovani salernitani emigrati in America, i numerosi ritratti in atelier. «Ci occupiamo soprattutto di restauro conservativo - dice Rosario Petrosino, direttore del Centro di Nocera, laurea in conservazione dei beni culturali, specializzato alla "F. lli Alinari" e allOpificio delle Pietre Dure di Firenze - nel senso che operiamo interventi per bloccare il processo di deterioramento ma non facciamo rifacimenti come si usa oggi. Non ricostruiamo occhi, orecchi e quantaltro sia sparito dallimmagine, esistono delle regole per il restauro e noi le rispettiamo, non creiamo così dei falsi. A chi lo richieda possiamo intervenire sullimmagine digitale, dopo aver recuperato loriginale, conservandola così comè». Petrosino restaura fototipi da ventanni, al Centro lavora dal 2002 e grazie al lavoro con i suoi collaboratori ha avuto accesso a diversi fondi fotografici, alcuni provenienti da donazioni, altri acquistati. «Le foto le acquisiamo per acquisto, donazione o deposito (restano a noi ma sono di proprietà del privato che temporaneamente ce le dona) - continua Petrosino - . Ci sono stati casi emozionanti come per il fondo Mcm, le manifatture cotoniere meridionali, le «cotoniere degli svizzeri» un tempo attive anche a Poggioreale, Angri, Scafati, e a Salerno. Erano le foto private di Luigi Daina, uno degli ultimi direttori della fabbrica di Nocera Inferiore, arrivate a noi per caso. Il pronipote di Daina ce le portò, le aveva trovate in cantina, «Tenetele voi, disse, così le recuperate». Tre casse di legno, quelle per conservare i pomodori, piene zeppe di foto, 300-350 lastre con uno spaccato inedito dei primi del '900. Fototipi di tutti i generi dallOttocento ad oggi sono conservati nei due piani della villa rustica che ospita il centro, unico in Campania, composto da laboratori per larchiviazione e la catalogazione, camera oscura e biblioteca. Arrivano visitatori e clienti da tutta la Campania, molti i tirocinanti dellUniversità di Salerno e del Suor Orsola Benincasa di Napoli, con i quali il centro è convenzionato. «Vorremmo rivolgerci di più alla didattica e allinsegnamento dei giovani e chissà che con il sostegno delle istituzioni non si possa creare una vera e propria scuola di restauro fotografico. Il lavoro è tanto e pochi conoscono il mestiere».
CAMPANIA - Archivio di 45.000 immagini su due secoli di storia campana
Il Centro per il restauro della foto di Nocera Inferiore ha recuperato e restaurato 45.000 fotografie conservate nellarchivio della città. Le foto, estratte da vecchie casse di legno, sono state restaurate, catalogate e messe in rete in 8 mesi di lavoro. Il centro ha lavorato con la Regione per ottenere un contributo di 49mila euro. Le fotografie sono state restaurate e conservate in un unico luogo, la villa rustica di Nocera, che ospita laboratori per larchiviazione e la catalogazione, camera oscura e biblioteca. Il centro è stato fondato per lavorare su fototipi da ventanni e ha avuto accesso a diversi fondi fotografici.
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