Forza del Bello. Ma anche Forza della Protesta. Dopo la resistenza del sindaco di Mazara al prestito del Satiro Danzante alla mostra del Centro Te ideata da Salvatore Settis, torna alla carica Reggio Calabria (la mostra verrà aperta al pubblico il 29 marzo). Il sindaco reggino Giuseppe Scopelliti aveva aperto la polemica nel gennaio scorso. Ieri è tornato sull'argomento: «Nel silenzio più assoluto, nei prossimi giorni, così come anticipato, il Museo nazionale della Magna Grecia verrà spogliato di tesori di inestimabile valore che prenderanno la strada di Mantova. Privare di reperti come il Kouros, la Testa del Filosofo e quella di Basilea, il "tempio" dove è custodita la storia di questa millenaria città è un attentato contro la civiltà magno greca in cui affondano le radici di Reggio». Sempre il sindaco: «II mio reiterato grido d'allarme sul depauperamento di Palazzo Piacentini non è stato accolto, innanzitutto dal ministro Francesco Rutelli, il quale non ha ritenuto opportuno rispondere a una mia lettera, in cui venivano indicate le perplessità e i motivi che riteniamo validi per evitare il trasferimento in altri siti di opere d'arte custodite in un museo che va valorizzato e non impoverito». Il sindaco Scopelliti conclude: «È opportuno sottolineare che a Reggio Calabria c'è un grande fermento e un diffuso malumore che interessa tutti gli strati sociali, indignati per quest'ennesimo episodio che mina il nostro percorso di crescita socio-culturale ed economico». Il primo cittadino reggino all'esordio della sua protesta nazionale aveva infatti chiamato in causa il ministro dei beni e per le attività culturali Francesco Rutelli per i prestiti del patrimonio e lo "svuotamento" del Museo della Magna Grecia al quale il Centro Te aveva chiesto anche gli straordinari e inarrivabili Bronzi di Riace. Immediatamente negati. In un'intervista rilasciata al nostro giornale alla fine di gennaio Scopelliti aveva sottolineato che rispetto a Mantova «gli irresponsabili sono altrove». Disse: «Grande rispetto per la città di Mantova e per la sua comunità. Non esiste, dunque, alcun dualismo tra queste due città. Gli irresponsabili si trovano altrove». E ancora: «I Bronzi di Riace non sono andati alle Olimpiadi di Los Angeles e, più recentemente, a quelle di Atene per evitare che potessero subire danni irrimediabili. Anche per questo Mantova dovrà rassegnarsi». Neanche Scopelliti si rassegna alle concessioni del Museo archeologico della sua città al Centro Te. Succede la stessa cosa a Mazara del Vallo, in Sicilia, dove Giorgio Macaddino ha minacciato di incatenarsi al Satiro Danzante se il bronzo dovesse prendere la via di Mantova. Macaddino ha chiamato in causa anche l'assessore regionale Lino Leanza e la settimana scorsa si è svolto un confronto a Palermo. Considerate le opposizioni e visti i tempi il Centro Te avrebbe ormai rinunciato ad annoverare il Satiro in mostra. Il presidente del Centro Enrico Voceri giovedì sarà comunque in Sicilia, a Mozia, per definire il trasferimento dell'Auriga.